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Ancona
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top
mwjgAncona (mwjwafi: /anˈkona/)cite-ref-6[6] è un mwlqcomune italiano di mwlg100 230 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2], mwmwcapoluogo della mwnaprovincia omonima e della regione mwnqMarche.
È uno dei principali centri economici della regione e la maggiore città per dimensioni e popolazione. Affacciata sul mwnwmare Adriatico, sorge su mwoaun promontorio che dà origine all'mwoqomonimo golfo e protegge l'mwogampio porto naturale, mwowdi rilevanza europeacite-ref-ansa-it-7-0[7] e tra i maggiori d'Italia per traffico internazionale di passeggericite-ref-porto-8-0[8]cite-ref-9[9]. La città si estende su numerose colline, a picco sul mare nel settore orientale del promontorio. La costa alta della città fa parte della mwsaRiviera del Conero e ricade nel mwsqParco del Conero. La sua particolare posizione geografica consente di vedere sia l'alba, sia il tramonto sul mare.
La mwswstoria della città è legata alle attività portuali e di navigazione sin dal 387 a.C. quando divenne una mwtacolonia greca di mwtqSiracusa, in contatto con i principali centri del mwtgMediterraneo orientale; l'origine greca di Ancona è ricordata dall'appellativo che le è attribuito comunemente: "mwtwcittà dorica". In età romana, sotto l'imperatore mwuaTraiano svolse il ruolo di ingresso in Italia dai porti d'Oriente, anche se visse il suo periodo aureo nel mwuqMedioevo, sia artisticamente sia economicamente, quando fu una florida mwugrepubblica marinara e diventò nota con l'appellativo di "porta d'oriente"cite-ref-10[10].
Il mwwacentro storico occupa le colline disposte intorno all'arco del porto e i suoi monumenti più significativi sono il mwwqDuomo romanico-bizantino, situato sulla sommità del colle Guasco e al vertice del promontorio cittadino, l'mwwgArco di Traiano, sulle banchine, la poderosa mwwwCittadella rinascimentale, sul colle Astagno, il mwxaLazzaretto settecentesco, costruito su un'isola pentagonale all'interno del porto. Nell'espansione novecentesca si trova il mwxqMonumento ai Caduti, situato in posizione panoramica sul mare e sul promontorio del Conero, al termine dell'asse stradale "da mare a mare" che percorre tutto il promontorio da ovest ad est; una monumentale scalinata lo collega alla spiaggia rocciosa sottostante, in cui sorge lo scoglio della mwxgSeggiola del Papa, monumento naturale.
Contents
• Clima
• Storia
• Medioevo
• Simboli
• Altro
• Società
• Cultura
• Media
• Arte
• Teatro
• Musica
• Cucina
• Eventi
• Economia
• Pesca
• Turismo
• Strade
• Ferrovie
• Porto
• Sport
• Note
• Fonti
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Geografia fisica
Territorio
La città di Ancona sorge sulla costa dell'Adriatico centrale, sulle pendici settentrionali del mwaqmonte Conero, che formano un promontorio di forma triangolare, con il colle del Duomo posto al vertice. Questo promontorio dà origine verso ovest a un golfo, il mwaggolfo di Ancona, nella cui parte più interna si trova il porto naturale. La costa del golfo è bassa: le colline arrivano a ridosso del mare, ma non formano rupi; in questa zona si trova la spiaggia sabbiosa di mwawPalombina Nuova, bordata dalla linea ferroviaria.
A sud del colle del Duomo la costa è alta e rocciosa, tanto che nel corso dei secoli la città non ebbe mai necessità di costruire mura di difesa verso est; tra le spiagge di questo tratto di litorale, si ricorda mwbqquella del Passetto, caratterizzata da grandi scogli bianchi, tra i quali la Seggiola del Papa, uno dei simboli della città. Altre spiagge di costa alta si susseguono verso sud, tra le quali quelle di Mezzavalle e di mwbgPortonovo.
In corrispondenza della linea che congiunge il promontorio di Ancona e mwcaquello di Piombino c'è la massima larghezza degli mwcqAppennini e della mwcgPenisola italiana: mwcw254 kmcite-ref-11[11].
Dal punto di vista orografico il territorio urbano è contraddistinto da un'alternanza di fasce collinari e di vallate, che corrono da est ad ovest. Le colline dove sorgono i rioni più antichi sono cinque: il colle Guasco, con il mweqDuomo, monte Cappuccini, con il mwegFaro, monte Cardeto, con mwewil suo parco, il colle Astagno, con la mwfaCittadella, e il colle di Santo Stefano, con il mwfqPincio. Lungo la vallata centrale corrono i tre corsi principali e il viale della Vittoria, che nel loro complesso permettono di attraversare tutto il promontorio percorrendo i due chilometri che separano le banchine del porto dal belvedere marino della pineta del Passetto.
Il luogo dove sorge Ancona rientra nella zona a mwfwsismicità medio-alta, è mwgaclassificata di livello 2 dalla mwgqProtezione Civile.cite-ref-12[12] La scossa maggiore verificatasi a partire dal secondo dopoguerra è quella del 14 giugno 1972, che raggiunse il X grado della scala Mercalli ed ebbe epicentro nel mare di fronte alla città.
Particolarità geografiche
La particolare forma del promontorio dà origine a due fenomeni naturali che sono sempre stati considerati caratteristiche distintive di Ancona: il sole che sorge e tramonta sul mare e la visibilità, in condizioni di tempo sereno, delle cime delle montagne dalmate.
La possibilità di vedere sia l'alba, sia il tramonto sul mare è dovuta al fatto che il promontorio cittadino è bagnato dall'Adriatico sia ad est che a ovest. Ciò è considerato particolare perché, mentre osservare il sole sorgere sul mare è tipico di tutta la costa adriatica occidentale, non è così per il tramontocite-ref-13[13].
Il fenomeno è visibile nella sua completezza per circa un mese, a cavallo del mwjwsolstizio d'estate, quando il sole cala direttamente nell'orizzonte marino; negli altri periodi il sole tramonta dietro ad una sottile striscia di terra.
Occasionalmente, nelle giornate molto serene, da alcuni punti della sommità delle varie colline cittadine, è possibile osservare ad occhio nudo le vette più alte delle mwkqAlpi Dinariche, al di là dell'Adriaticocite-ref-14[14].
Clima
In base alla mwngclassificazione dei climi di Köppen-Geiger, Ancona appartiene alla zona climatica mwnwCsa (clima mediterraneo)cite-ref-15[15].
Gli inverni sono moderatamente freddi e piovosi: le temperature diurne raggiungono in media 9,3mwpq °C e la minima notturna è di 4mwpg °C; nevicate sono possibili in caso di irruzioni gelide che investono l'Italia dai quadranti settentrionali o orientali; il mese più freddo è gennaio, con una media di 6mwpw °C. In primavera la temperatura media diurna è di 16,3mwqa °C e la minima notturna di 10,7mwqq °C. Le estati sono calde e umide, con temperatura media diurna di 26mwqg °C e minima notturna di 19,3mwqw °C. In autunno la media diurna è di 18,7mwra °C e la minima notturna di 14mwrq °C. I mesi più piovosi sono ottobre (98mwrg mm) e gennaio (66mwrw mm).
Il mwsqsoleggiamento è buono, con 2.135 ore di sole all'anno. La massima temperatura del mare si ha in agosto (23,5mwsg °C) e la minima in febbraio (10mwsw °C).
I venti caratteristici sono la mwtqBora da N/E, che spira a volte con violenza e che è in grado di causare intense mareggiate, lo mwtgScirocco, da S/E, umido e spesso piovoso (afoso d'estate) e il mwtwGarbino, da O–S/O, vento di caduta dall'mwuaAppennino che spira con maggiore frequenza in autunno e in primaveracite-ref-16[16].
Le stazioni meteorologiche sono due: quella mwvgdi Falconara e quella mwvwdi Monte Pulito.
Origini del nome
I mwxggreci di mwxwSiracusa, che fondarono la città nel 387 a.C., notarono la forma particolare del promontorio, simile ad un triangolo o ad un gomito piegato, e per questo motivo chiamarono la nuova città Ἀγκών, mwyamwyqAnkón, che in mwyggreco antico significa "gomito"cite-ref-17[17]
Toponimi derivati
Come è avvenuto per altre città italiane anche il nome di Ancona è stato usato per denominare città di nuova fondazione nei vari continenti. Così abbiamo un'mw0gAncona nordamericana negli mw0wStati Uniti (nello Stato dell'mw1aIllinois), una sudamericana in mw1qBolivia (nel dipartimento di mw1gPotosí) ed un'mw1wAncona oceaniana in mw2aAustralia (nello Stato di mw2qVictoria).
La città di Ancona è chiamata mw2wAncône in mw3afrancese, mw3qAnkona in mw3gpolacco, mw3wlituano, mw4alettone, mw4qalbanese, mw4gazero e in mw4wturco, mw5aJakin in mw5qcroato antico, Ανκόνα (mw5gAnkóna) in mw5wgreco moderno. Nelle lingue che usano l'mw6aalfabeto cirillico diventa invece Анкона (mw6qAnkona). In mw6ggreco antico è mw6wἈγκών (Ankón), in mw7alatino mw7qAncon o mw7gAncona.
Quattro località mw8acroate derivano il loro nome dal nome di Ancona in croato antico, mw8qJakin. Esse sono: la baia di Jakišnica nell'mw8gisola di Pago, la baia di Jakinska e il promontorio di Jakisnica nell'isola di mw8wMelada e infine la località di Jakin nell'isola di mw9aBrazzacite-ref-18[18]; in passato erano infatti molto frequentate da navigatori anconetani. In un noto canto popolare mw-qbosniaco si parla inoltre di un giovane mw-gjakinlija e di ragazze mw-wjakinkecite-ref-19[19].
Storia
Preistoria e Protostoria
Il promontorio di Ancona era già abitato nell'mwaquEtà del bronzo. I suoi abitanti entrarono presto in contatto con i navigatori mwaqymicenei, che frequentavano il porto naturale sottostante.
Nel periodo finale dell'Età del Bronzo, sul mwaqgMonte Cappuccini esisteva un villaggio di mwaqkcultura protovillanoviana, che poi continuò a svilupparsi sino all'mwaqoEtà del Ferro, diventando un villaggio mwaqspiceno. Il suo porto era frequentato dai navigatori greci, fatto che lo rendeva un vero e proprio mwaqwemporio marittimo greco-picenocite-ref-20[20]. Il centro era costituito da magazzini, strutture portuali e da una serie di edifici abitati da greci che conservavano le proprie tradizioni e, pur non avendo la sovranità del territorio, vivevano in piena autonomia. Gli abitanti autoctoni, dal canto loro, facevano da tramite tra i greci e i mercati dell'entroterra, dove infatti si ritrovano manufatti grecicite-ref-21[21].
Età antica
Periodo greco
La definitiva grecizzazione risale al IV secolo a.C. Fu nel 387 a.C.cite-ref-22[22], infatti, che un gruppo di greci provenienti da Siracusa, esuli dalla tirannide di mwar4Dionisio I, sbarcarono ad Ancona e vi fondarono una propria coloniacite-ref-23[23]. La fondazione di Ancona rientrava nel piano di Dionisio I di espandere l'influenza siracusana nell'Adriatico, e fu accompagnata dalla nascita di altre colonie greche nella sponda orientale di questo marecite-ref-24[24].
Secondo la maggior parte degli storici, la colonia greca sorse sulle pendici del colle ora chiamato Guasco; sulla sommità del colle sorse l'acropoli, con il mwasgtempio di Afroditecite-ref-25[25]. Dato che i siracusani fondatori della città erano greci di mwas0stirpe dorica, Ancona è fin dall'epoca antica chiamata «la città dorica». Una delle più importanti caratteristiche di questa mwas4polis è il suo persistente attaccamento al carattere greco e la sua resistenza culturale alla mwas8romanizzazionecite-ref-26[26].
Periodo romano
All'arrivo dei Romani nel mwatyPiceno, Ancona attraversò un periodo di transizione tra la civiltà greca e quella romana. Le tappe principali della romanizzazione sono due: il 133 a.C., quando ci fu la deduzione di una colonia romana nell'agro anconitano in seguito alla mwatcLex Sempronia Agraria, e il 90 a.C. quando fu istituito il municipio romano in seguito alla mwatgGuerra Sociale. Da quell'anno Ancona può dirsi città romana, pur rimanendo per alcuni decenni un'mwatkisola linguistica e culturale grecacite-ref-27[27]. In età imperiale svolse per Roma la funzione di collegamento marittimo con l'Oriente e per questo l'imperatore mwat4Traiano ne ampliò il porto.
Medioevo
Alla mwauqcaduta dell'Impero romano d'Occidente, Ancona seguì la sorte del resto d'Italia. Dopo la mwauuguerra gotica entrò tra i possessi dell'mwauyImpero bizantino, costituendo insieme a quattro altre città la mwaucPentapoli marittima. Nel 774 la città passò allo mwaugStato Pontificio. Con l'istituzione del mwaukSacro Romano Impero la città fu posta a capo della mwauoMarca di Ancona, che dopo aver assorbito le marche di mwausCamerino e mwauwdi Fermo, comprese quasi tutta l'odierna regione mwau0Marche.
Uno dei periodi più fiorenti di Ancona iniziò nell'XI secolo, quando iniziò a reggersi come mwau8libero comune e mwavarepubblica marinara, la mwaveRepubblica di Anconacite-ref-28[28]. Per difendere la propria indipendenza si scontrò sia con il mwavySacro Romano Impero, che tentò ripetutamente di ristabilire il suo effettivo potere, sia con mwavcVeneziacite-ref-29[29], che non accettava nell'Adriatico altre città marinare. Nell'mwavwassedio del 1173cite-ref-30[30] da parte delle truppe imperiali, si distinsero le gesta di mwaweStamira, l'eroina anconitana per eccellenza, e del sacerdote Giovanni di Chio. Tale assedio si concluse in favore dei difensori anconetani: una spedizione riuscì ad avvisare gli alleati, che arrivarono in aiuto della città ormai allo stremo, costringendo l'esercito imperiale a ritirarsi.
Figura di spicco del periodo della repubblica di Ancona fu mwawmCiriaco Pizzecolli (detto Ciriaco d'Ancona), umanista, archeologo e navigatore, che viaggiò per tutto il Mediterraneo alla ricerca di testimonianze storiche, nel tentativo di salvarle dall'oblio e dalla distruzione; per questa sua attività era chiamato dai suoi stessi contemporanei mwawqpater antiquitatis ed è oggi considerato il fondatore dell'mwawuarcheologiacite-ref-31[31].
Età moderna
In seguito alla mwaxocaduta di Costantinopoli e alla mwaxsscoperta dell'America, per tutte le città marinare italiane, compresa Ancona, iniziò un periodo di recessione che raggiunse il suo apice nel XVII secolo.
Tuttavia, agli inizi del 1500, Ancona era ancora florida. Ciò destò la cupidigia del mwax0papa Clemente VII, il quale, ansioso di reintegrare le casse vaticane, vuote dopo il mwax4Sacco di Roma del 1527, decise di impossessarsi della città, con un abile piano. Il primo passo fu la costruzione della mwax8Cittadella, offerta dal papa alla città con il pretesto di fornirle difesa da un imminente attacco da parte dei turchi, ma in realtà realizzata per mantenere Ancona strettamente sotto il dominio papale: i cannoni della nuova fortezza erano puntati sulla città e sulle sue principali vie di accesso. Grazie a questo stratagemma, con un colpo di Stato, il 19 settembre 1532 mwayapapa Clemente VII vincolò Ancona alla Santa Sedecite-ref-32[32] e cedette il governo della città al cardinale mwayuBenedetto Accolti in cambio di un'ingente somma di rendita annua, nominandolo legato pontificio della Marca di Ancona; il governo dell'Accolti fu segnato da violenze e persecuzioni.
Alla morte di Clemente VII, il nuovo mwaycpapa Paolo III Farnese ordinò l'imprigionamento del cardinal Accolti, il riconoscimento dell'innocenza dei cinque mwaygnobili anconetani da lui giustiziati sommariamente ed il ritorno in città degli esiliati; ripristinò inoltre una qualche autonomia del Senato anconetano. Nonostante ciò, la realtà fu che la città non fu più libera di autodeterminarsi, rimanendo sotto lo stretto controllo dei legati pontifici. In questo quadro, il restringimento dell’accesso ai consigli e alle magistrature favorì il consolidamento dell’oligarchia cittadina, come mwayknobiltà civica.
La perdita della libertà condusse a partire dalla seconda metà del Cinquecento ad una lenta decadenza, che durò oltre un secolo e che si interruppe solo nel 1732, quando mwayspapa Clemente XII concedette il mwaywmway0porto franco, ovvero dell'esenzione delle imposte doganali. Oltre a dare alla città questo nuovo mway4status, Clemente XII incaricò l'architetto mway8Luigi Vanvitelli di restaurare ed ampliare il porto. Grazie a queste misure, la città visse un nuovo momento di benessere, legato alla ripresa della grande navigazione.
Età contemporanea
Il periodo napoleonico
Nel 1797 mwazuNapoleone occupò la città e dopo poco venne proclamata la mwazyRepubblica Anconitana, che nel 1798 venne annessa alla mwazcRepubblica Romana. Dopo alterne vicende ed assedi che la videro passare in mano francese ed austriaca, fu annessa nel 1808 al mwazgRegno Italico napoleonico, all'interno del mwazkDipartimento del Metauro. Nel 1815 mwazofu assediata dalle forze anglo-austriache e, con la mwazsRestaurazione, nello stesso anno, tornò a far parte dello Stato Pontificio.
Il Risorgimento
Durante la mwaz4Prima guerra di indipendenza, nel 1849, Ancona si dichiarò libera dal dominio papale e aderì alla mwaz8Repubblica Romana. Il papa allora chiamò gli mwaaaaustriaci per riprendere il possesso delle sue terre. Compagna di mwaaeVenezia e di mwaaiRoma, la città di Ancona per settimane resistette eroicamente all'mwaamassedio austriaco, grazie anche ai volontari provenienti da varie regioni d'Italia. Si distinse nella lotta l'anconetano mwaaqAntonio Elia, che fu uno dei più strenui difensori della cittàcite-ref-33[33] e che, dopo la resa dei patrioti e l'occupazione austriaca, venne arrestato con false accuse e fucilato.
Per l'eroismo e l'attaccamento agli ideali di libertà e di indipendenza dimostrati nel 1849 Ancona venne insignita della mwaaomedaglia d'oro come "benemerita del Risorgimento nazionale".
L'adesione al Regno d'Italia
Nel 1860, dopo la mwabesconfitta di Castelfidardo, le truppe pontificie si rifugiarono ad Ancona per tentare l'ultima difesa dei domini papali.
Seguì un difficile mwabmassedio da parte delle truppe sarde.
Il 29 settembre le truppe dei generali mwabuEnrico Cialdini e mwabyManfredo Fanti entrarono vittoriose ad Ancona, seguite dopo pochi giorni dal re mwabcVittorio Emanuele II. Il 4 novembre dello stesso anno un mwabgplebiscito ufficializzò l'ingresso di Ancona, Marche ed Umbria nel mwabkRegno di Sardegna, poi mwaboRegno d'Italia.
Nel decennio tra il 1860 e il 1870, a causa della situazione geopolitica nazionale, Ancona rivestì un ruolo militare di primo ordine e fu dichiarata mwabwpiazzaforte di prima classe insieme a sole altre quattro città italiane.
Il nuovo ruolo fu alla base di un notevole sviluppo urbano e dell'introduzione di tutti i servizi pubblici che il progresso metteva a disposizione in quegli anni.
Dal Novecento ai giorni nostri
A cavallo della mwacqprima guerra mondiale, due momenti diversi videro la città sulla ribalta nazionale: nel 1914 per la mwacuSettimana rossa e nel 1920 per la mwacyRivolta dei Bersaglieri, episodio culminante del mwaccBiennio rosso. Nel periodo della mwacgprima guerra mondiale si ricordano il precoce mwackbombardamento navale di Ancona e l'mwacoImpresa di Premuda.
Durante il mwadaventennio fascista, la città di Ancona ebbe un notevole sviluppo urbanistico, con l'urbanizzazione lungo il viale della Vittoria e la costruzione del mwaderione Adriatico. Negli ultimi anni della mwadiseconda guerra mondiale, a causa della sua importanza strategica, Ancona subì numerosissimi mwadmbombardamenti da parte delle mwadqforze alleate, che dovevano preparare il passaggio del fronte. In particolare, quello del 1º novembre 1943 fu uno dei più tragici; in pochi minuti migliaia di persone persero la vita, di cui settecento all'interno di un solo rifugio antiaereo, e un intero rione della città storica (il mwadurione Porto) venne quasi cancellato.
In seguito alla mwadwBattaglia di Ancona, il 18 luglio 1944 il generale mwad0Władysław Anders liberò la città dai mwad4nazisti, a capo del mwad8II Corpo polacco e assieme alle formazioni partigiane ed ai militari italiani del mwaeaC.I.L..
In riconoscimento del comportamento solidale della popolazione durante l'occupazione tedesca e i bombardamenti alleati, Ancona fu insignita della mwaeimedaglia d'oro al valor civile.
Nel secondo dopoguerra Ancona si riprese velocemente dalle pur gravi ferite della guerra; tra l'altro, il 1959 vide la fondazione dell'mwaegUniversità. Si sono abbattute poi sulla città tre gravi calamità naturali: un'alluvione nel 1959, un mwaekterremoto nel 1972 e una mwaeofrana nei rioni mwaesPosatora e mwaewPalombella nel 1982. Anche in queste disastrose occasioni la ripresa della città fu rapida.
Da segnalare negli ultimi decenni sono: la riapertura del mwae4Teatro delle Muse (2002), l'inaugurazione del grande mwae8Parco del Cardeto (2005) e la notevole intensificazione dei traffici del porto nelle comunicazioni con l'mwafaEuropa balcanica e la mwafeGrecia. Nel 2008 il governo ha scelto Ancona come sede del Segretariato permanente dell'mwafiIniziativa Adriatico Ionica, nella storica mwafmCittadella cinquecentesca.
Nel 2013 Ancona ha mwafucelebrato i 2400 anni dalla fondazione, contati a partire dalla data della fondazione della mwafycolonia greca.
Simboli
Stemma
Lo stemma di Ancona è di origine medievale ed è raffigurato da secoli in numerosi monumenti della città; monumentale è quello posto sulla facciata della mwagwLoggia dei Mercanti, scolpito da mwag0Giorgio da Sebenico alla metà del Quattrocento.
«Scudo di rosso, al Capo d'Angiò e al Guerriero d'oro armato di spada sul cavallo corrente.
Il Capo d'Angiò è d'azzurro, al lambello di rosso di quattro pendenti con tre gigli d'oro sottostanti allineati. Lo scudo è sormontato da corona murale dalle cinque torri ed è affiancato da due ramoscelli (d'ulivo e di quercia rispettivamente a destra e a sinistra di chi guarda) che si incrociano in basso, con nastro sovrapposto recante la scritta: "ANCON DORICA CIVITAS FIDEI".»
Sigillo
«È tondo, conforme allo stemma, con fascia perimetrale entro la quale è la scritta:
"ANCON DORICA CIVITAS FIDEI" orientata in senso orario e preceduta in alto da una croce scorciata espansa fra due stelle.»
Gonfalone
«È di rosso alla croce scorciata (ovvero greca) d'oro, con soprastante scritta "COMUNE DI ANCONA"; termina in basso a guisa di scaglione con frangia d'oro guarnita agli estremi laterali di nappe pure dorate.
Gli ornamenti esterni, dorati, sono costituiti da due cordoni laterali per parte, di differente lunghezza, con nappe terminali che si annodano prima all'asta trasversale pomellata e quindi a quella verticale, al cui incontro è un nastro azzurro con frange dorate, decorato agli estremi con il guerriero dorato come allo stemma. L'asta è sormontata dal guerriero d'oro armato di spada sul cavallo corrente.»
Onorificenze
Medaglia d'oro alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza negli
episodi militari del 1849
. Il riferimento è all'assedio di Ancona, dopo che la città aveva seguito le sorti della Repubblica Romana. Mentre Roma era stretta dai Francesi, Ancona sosteneva con soli 4.000 uomini l’attacco di 11.000 Austriaci del maresciallo von Wimpffen, iniziato il 24 maggio 1849 e sostenuto da una squadra navale. Dopo una strenua resistenza, la città fu costretta a capitolare.»
—
Roma, 18 maggio 1899
Medaglia d'oro al valor civile
«In riconoscimento per il comportamento della popolazione durante l'
occupazione tedesca e i bombardamenti alleati
»
—
19 settembre 1960
Grande medaglia d'oro di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Alla Città di Ancona»
—
Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911
Monumenti e luoghi d'interesse
I monumenti più importanti della città sorgono nei luoghi più significativi nel suo promontorio: il mwajqDuomo, al suo vertice, l'mwajuArco di Traiano e il mwajyLazzaretto nel porto, la mwajcCittadella sulle sommità di una collina a picco sul mare e il mwajgMonumento ai Caduti nel luogo in cui la vallata centrale della città sbocca sulla costa alta.
Le testimonianze storiche più importanti sono legate ai due periodi di massimo splendore della città e del suo porto: l'epoca del mwajorepubblica marinara e quella del mwajsporto franco settecentesco.
Architetture religiose
Il mwak8Duomo di San Ciriaco è uno dei simboli della città, sia perché con i suoi più di ventiquattro secoli ne riassume la storia, sia perché con la sua posizione, sulla sommità del colle Guasco e sulla punta più estrema del promontorio, domina il porto, il golfo e caratterizza i panorami della città: è visibile persino da alcuni quartieri periferici. È una fusione di mwalaarte romanica e mwalebizantina, quest'ultima presente nella pianta a mwalicroce greca e nelle sculture. I due leoni mwalmstilofori del portale sono essi stessi uno dei simboli cittadinicite-ref-40[40].
Per il Medioevo, oltre al Duomo, sono notevoli altre due chiese. La prima è mwalkSanta Maria della Piazza, che ha una facciata ad archetti di ispirazione bizantina e un portale ricco di figure simboliche; dal suo interno si accede ai resti della sottostante basilica mwalopaleocristianacite-ref-autogenerato1-41-0[41]. La seconda è la chiesa monastica di mwal8Santa Maria di Portonovo; è situata nei dintorni della città, tra il bosco e la spiaggia di mwamaPortonovo e sotto le rupi di mwameMonte Conero. Ha una singolare pianta, fusione tra una basilica a cinque navate e una croce grecacite-ref-autogenerato1-41-1[41].
Nel Quattrocento, lo scultore e architetto dalmata mwamcGiorgio da Sebenico ha lasciato in città tre notevoli esempi di mwamgRinascimento adriatico: i portali della mwamkchiesa di San Francesco alle Scale e dell'ex mwamochiesa di Sant'Agostinocite-ref-autogenerato3-42-0[42] e la facciata di un edificio civile: la mwam8Loggia dei Mercanti. Lo stesso artista è autore anche di mwanaPalazzo Benincasa, palazzo nobiliare gotico.
Arrivando al Settecento, si ricordano: la mwanichiesa del Santissimo Sacramento, con interno barocco ricco di sculture e originale campanile spiraliformecite-ref-autogenerato3-42-1[42], la mwancChiesa del Gesù, di mwangLuigi Vanvitelli, con la cui facciata concava l'architetto completò il suo programma di ridisegno della cittàcite-ref-43[43], la mwan0Chiesa di San Domenico, di mwan4Carlo Marchionni, che domina scenograficamente mwan8Piazza del Papa, e la mwaoachiesa degli Scalzi, notevole per cupola ricoperta di rame che svetta nel panorama della città visto dal portocite-ref-autogenerato3-42-2[42].
Le due antiche sinagoghe di Ancona, quella levantina e quella italiana, sono alloggiate in un unico edificio, nel cuore dell'antico ghettocite-ref-44[44]; suggestivo è inoltre l'antico e ampio cimitero israelitico, il mwaooCampo degli Ebrei, panoramicamente situato nei pressi dell'orlo della falesiacite-ref-45[45].
Si segnala inoltre la presenza, in periferia, della piccola chiesa cinquecentesca di mwapaSanta Maria Liberatrice e della neogotica mwapechiesa dei Cappuccini, con dipinti di mwapifra Paolo Mussini.
Architetture civili e militari
Testimonianza eccezionale dell'Età Antica è l'mwaqmArco di Traiano, attribuito ad mwaqqApollodoro di Damasco, che si erge sul molo che l'imperatore volle a protezione del porto. L'mwaquAnfiteatro romano è stato completamente scavato nella zona dell'ingresso principale, detto "Arco Bonarelli", mentre la parte posteriore del monumento non è stata ancora completamente riportata alla luce e risulta dunque di difficile lettura per il profano.
Tra Medioevo e Rinascimento, tre furono i palazzi in cui ebbe sede il governo della mwaqcRepubblica di Ancona: il romanico mwaqgPalazzo del Senato, il gotico, altissimo mwaqkPalazzo degli Anziani, con la facciata principale rifatta nel Seicento, e il mwaqoPalazzo del Governo, a cui lavorò anche l'architetto mwaqsFrancesco di Giorgio Martini, affiancato dalla torre che domina mwaqwPiazza del Papa.
Per il Rinascimento, si ricordano i due monumenti più significativi. Il primo è la poderosa mwaq4Cittadella, fortificazione a pianta di stella pentagonale, opera di mwaq8Antonio da Sangallo il Giovane, uno dei primissimi esempi di mwarafronte bastionato all'italiana; è sede del Segretariato permanente della mwareIniziativa Adriatico Ionica. Il secondo è mwariPalazzo Ferretti, sede del mwarmMuseo archeologico nazionale delle Marche, con cortile pensile affacciato sul porto.
Il Settecento vide una rinascita artistica della città, di cui fu protagonista mwaruLuigi Vanvitelli, che oltre alla già citata Chiesa del Gesù lasciò in città il mwaryLazzaretto, singolare e vastissima costruzione pentagonale, costruita all'interno del porto su un'isola artificiale; vanvitelliani sono anche l'mwarcArco Clementino e il tratto di molo su cui sorge. Dopo i radicali interventi urbanistici di Vanvitelli, la città venne dotata di un nuovo ingresso monumentale, mwargPorta Pia, che fa da contraltare all'Arco di Traiano, sul lato opposto del porto.
Dell'Ottocento si ricorda il mwaroTeatro delle Muse, con facciata mwarsneoclassica recante sul frontone gli altorilievi delle nove muse, di Apollo e di mwarwPalemone, dio dei porti.
Del Novecento notevoli sono il mwar4Mercato delle Erbe, architettura di ghisa e vetro in mwar8stile liberty, e il mwasaMonumento ai caduti, con la sua scenografica scalinata conducente al mare sottostante, accolto in breve tra i simboli della città.
Siti archeologici
Nell'area archeologica del mwaucTempio di Afrodite, situata sotto al mwaugDuomo, è visibile il basamento del tempio, studiando il quale è stato possibile ricostruire idealmente tutto l'edificio, che dall'alto del colle Guasco dominava l'Ancona greca e quella romanacite-ref-46[46]. Lo scavo è accessibile dall'interno del Duomo, ma nonostante rivesta un notevole interesse è da anni precluso ai visitatori.
Degli scavi archeologici dell'mwau4Anfiteatro romano si è già dato conto nella sezione mwau8mwavaArchitetture civili e militari.
Sotto la chiesa di Santa Maria della Piazza ci sono i mwaviresti della basilica paleocristiana che, secondo alcuni studi, sarebbe stata l'antica cattedrale di Santo Stefano, la prima della città. Si può accedere a questa zona archeologica dall'interno della chiesa, e si possono ammirare mosaici policromi con simbologia paleocristiana, resti delle absidi, dei colonnati, del fonte battesimale e della cattedracite-ref-47[47].
Altro
Strade
Via XXIX Settembre è affacciata sulle banchine portuali, sugli arrivi e sulle partenze delle navi e su uno dei più classici panorami della città, dominato dal mwavsDuomo, dal mwavwFaro vecchio e dai vecchi rioni arrampicati sui colli. All'inizio della via si trova la mwav0statua bronzea di Traiano, che ricorda l'ampliamento del porto deciso dall'imperatore.
Via della Loggia è l'antica via del Porto, sulla quale si affacciano edifici che hanno visto la storia della città marinara, tra i quali la mwav8Loggia dei Mercanti e il mwawaPalazzo Benincasa.
La passeggiata "da mare a mare", ossia dalle banchine del porto al belvedere del mwawiPassetto, permette di congiungere i due lati del promontorio sul quale sorge la città; è costituita dai tre corsi principali e dal Viale della Vittoria. I tre corsi, dedicati a Garibaldi (Corso Nuovo), Mazzini (Corso Vecchio) e a Stamira, attraversano paralleli i rioni ottocenteschi della città e ne costituiscono il centro commerciale. Il Viale della Vittoria, attraversa invece l'espansione urbanistica del primo Novecento e presenta interessanti esempi di architettura eclettica e liberty.
Via del Comune (Via Pizzecolli), prima dell'apertura dei corsi ottocenteschi, fu per secoli la strada principale della città. Percorre in salita tutto l'antichissimo rione di San Pietro e conduce sulla sommità del Colle Guasco, dove sorge il mwawqDuomo; ha aspetto medievale ed è ricca di palazzi storici, di monumenti e di scorci panoramici sul porto.
Via Astagno, con i vicoli limitrofi, costituiva l'antico mwawyghetto ebraico, con i suoi alti palazzi e le strade strette e ripide.
Piazze
Le piazze centrali della città sono quattro.
mwawsPiazza della Repubblica, comunemente detta "del Teatro", è il punto di unione tra centro e porto; vi si scorgono le banchine, con i traghetti in partenza per la Grecia e i paesi balcanici; vi si affaccia il mwawwTeatro delle Muse.
mwaw4Piazza del Papa, di forma singolarmente allungata, è il cuore dei rioni più antichi della città. Prende nome dalla statua di mwaw8papa Clemente XII, responsabile della rinascita settecentesca dei traffici portuali; è un ritrovo serale molto frequentato.
L'ottocentesca mwaxepiazza Cavour è la più vasta della città ed è sistemata a giardino, come la vicina piazza Stamira; in entrambe le piazze le aiuole sono caratterizzate da palme di varie specie.
mwaxmPiazza Roma, insieme al Corso Vecchio, ospita nei giorni feriali l'animato mercato di bancarelle ed è caratterizzata dalla mwaxqFontana dei Cavalli; a pochi passi c'è l'antica mwaxuFontana delle Tredici Cannelle; secondo la tradizione chi deve partire può assicurarsi il ritorno in città bevendo l'acqua di questa fontana.
Luoghi panoramici
I luoghi panoramici più noti di Ancona sonocite-ref-48[48]: il piazzale del Duomo, affacciato sul porto, sulla città e sulla costa, visibile sino a Pesaro; mwax0Porta Pia, con vista su porto, Duomo e Faro, il belvedere di Capodimonte, da cui si può osservare l'isola pentagonale del mwax4Lazzaretto circondata dal mwax8Mandracchio, il mwayaPincio, con vista sulla città e sul porto, la pineta del Passetto, affacciata sulla costa alta, visibile sino a Monte Conero. A questi punti panoramici classici si aggiungono quelli aperti al pubblico negli ultimi decenni: la Lanterna Rossa, con vista completa sui rioni antichi disposti ad anfiteatro intorno al porto, e il mwayeFaro, alto sulle rupi e sui tetti della città anticacite-ref-49[49].
Aree naturali
Parchi pubblici di Ancona
Parco del Cardeto
Il mwazmParco del Cardeto il più vasto della città (circa 35 ettari) è caratterizzato da interessanti testimonianze storiche, da un'elevata naturalità e da numerosi punti panoramici. È a picco sul mare ed occupa la sommità di due colline: Monte Cardeto e Monte Cappuccini. Al suo interno zone di prato naturale, di boschetti sempreverdi, di macchie di mwazqginestre; le fioriture spontanee (tra cui quelle di varie mwazuorchidee selvatiche) si susseguono lungo il corso dell'anno.
Parco del Passetto
Il mwazkParco del Passetto è situato a sud del Monumento ai Caduti. Si trova a picco sul mare, cui conduce un sentiero; è caratterizzato dalla presenza di tre laghetti artificiali, di una pista di pattinaggio e di una piscina pubblica e da terrazze affacciate sul mare. Per anni lasciato in degrado, il suo recente restauro è stato segnato da vicende giudiziarie che hanno rivelato una progettazione mal eseguita e mal realizzatacite-ref-51[51].
Parco della Cittadella
Il mwa0eParco della Cittadella è cinto dalle mura del Campo Trincerato e confina con la mwa0iCittadella, da cui prende il nome. All'interno del parco le antiche strutture militari convivono con una vegetazione in gran parte spontanea; interessante la presenza di un percorso dedicato alla conoscenza tattile e olfattiva del mondo vegetale.
Pincio
Il mwa0yPincio di Ancona, non molto esteso, è di grande importanza storica, dato che è il più antico della città, essendo sorto dopo il 1870 per celebrare la mwa0cpresa di Roma. Come il suo omonimo romano, il Pincio di Ancona è ricco di sempreverdi, ha un impianto geometrico dei sentieri ed ha un belvedere da cui si gode di un'ampia vista sulla città.
Villa Santa Margherita
mwa0sVilla Santa Margherita risale all'Ottocentocite-ref-52[A 1] ed è organizzata come un mwa1agiardino romantico: tra la vegetazione che imita il paesaggio naturale sorgono quinte architettoniche, un'mwa1earanciera e un edificio mwa1ibelvedere immerso nel bosco, ricco di alberi monumentali. Per vent'anni fu sede del convento dei Frati Minoricite-ref-53[52].
Parco del CRASS
Il mwa1oParco del CRASS nacque nel 1901 come giardino dell'Ospedale Psichiatrico; ha gli alberi più rigogliosi della città, dato che per molti anni sono stati risparmiati dalle potature. È interessante anche per l'organizzazione degli spazi in grandi cortili verdi collegati da porticati coperti da capriate in legno, che rendono il parco visitabile anche con la pioggiacite-ref-54[53].
Parco regionale del Conero
Una gran parte della fascia costiera del territorio comunale di Ancona rientra all'interno del mwa2uParco regionale del Conero, caratterizzato da ampi boschi sempreverdi di mwa2ymacchia mediterranea, da scogliere a picco sul mare, da spiagge raggiungibili solo a nuoto o per impervi mwa2cstradelli, da una campagna di alto valore paesaggistico e ricca di prodotti tipici, come la mwa2glavanda, il miele, l'olio, i legumi. Tra le località anconetane all'interno del Parco va citata mwa2kPortonovo, meta molto frequentata da anconetani e turisti, con i suoi boschi a ridosso delle spiagge e con i suoi antichi monumenti.
Peculiarità della città è il fatto che il mwa2sParco del Conero comprende anche aree prettamente urbane: tra esse la zona del mwa2wPassetto, con le rupi, la pineta e le scogliere, e quella delle mwa20Valli di Pietralacroce, che dal centro abitato scendono verso il ciglio delle rupi; quattro mwa24stradelli conducono al mare, attraversando boschi e prati. Queste zone sono ricche di punti panoramici sulle scogliere sottostanti e sulla città.
I fondali marini
Da anni è in discussione al mwa3iMinistero dell'Ambiente l'ipotesi di istituire un mwa3mparco marino nel mare che bagna la costa orientale della città e il mwa3qparco del Conero, motivata dalla presenza di fondali di grande ricchezza naturalistica: non è comune in Adriatico incontrare, ad esempio, mwa3umadrepore, mwa3ygorgonie e tante specie di mwa3cnudibranchi. In una costa molto frequentata e nella quale il rapporto con il mare è antico ed intensocite-ref-rapporto-55-0[54], si prevede di proteggere l'ambiente marino senza impedire gli usi tradizionali e innocui per la natura, come la balneazione, la nautica a vela o a remi e la piccola pesca amatorialecite-ref-56[55].
Selva di Gallignano e Orto Botanico Universitario
La mwa4iSelva di Gallignano, di circa 100 ettari, è una rara testimonianza del bosco mwa4mautoctono di mwa4qcaducifoglie che una volta caratterizzava le colline marchigiane. È unmwa4u'mwa4yarea floristica protettacite-ref-57[A 2] ed è il cuore dell'mwa4sOrto Botanico dell'Università di Ancona, oltre che la sua maggiore peculiarità. Alcune collezioni permettono di conservare mwa4wex-situ alcune mwa40specie endemiche adriatiche, specie alimentari spontanee e mwa44piante officinali locali.
Società
Evoluzione demografica
| Anno | centro urbano | frazioni e case sparse | totale |
|---|---|---|---|
| 1174 | 11 000 | | |
| 1565 | 18 435 | | |
| 1582 | 20 500 | 7 270 | 27 770 |
| 1656 | 10 326 | 6 707 | 17 033 |
| 1701 | 8 644 | 7 568 | 16 212 |
| 1708 | 8 274 | 7 920 | 16 194 |
| 1725 | 7 000 | | |
| 1763 | 13 828 | | |
| 1769 | 10 078 | 12 950 | 23 028 |
| 1770 | 14 000 | | |
| 1809 | 17 072 | 14 159 | 31 231 |
| 1816 | 18 776 | 13 860 | 32 636 |
| 1828 | 22 697 | 14 119 | 36 816 |
| 1844 | 22 757 | 20 460 | 43 217 |
| 1846 | 22 704 | 21 249 | 43 953 |
| 1853 | 22 999 | 21 834 | 44 833 |
| 1861 | 17 403 | 29 827 | 47 230 |
| 1871 | 28 031 | 17 650 | 45 681 |
| 1881 | 28 557 | 20 331 | 48 888 |
| 1901 | 34 159 | 27 443 | 58 602 |
| 1911 | 38 978 | 26 410 | 65 388 |
| 1921 | 46 395 | 22 126 | 68 521 |
| 1931 | 48 670 | 26 702 | 75 372 |
| 1936 | 56 065 | 22 574 | 78 639 |
| dicembre 1939 | 62 313 | | |
| luglio 1944 | 4 000 | | |
| novembre 1946 | 44 779 | | |
| marzo 1950 | 57 022 | | |
| dicembre 1950 | 59 630 | | |
| 1951 | 61996 | 23 767 | 85 763 |
| 1961 | 75 019 | 25 466 | 100 485 |
| 1971 | 88 410 | 21 379 | 109 789 |
| 1981 | | | 106 432 |
| 1991 | | | 101 285 |
| 2001 | 90 565 | 9 942 | 100 507 |
| 2011 | | | 101 497 |
Abitanti censiticite-ref-59[57]
Per la corretta lettura dei dati si ricorda che nel 1928 vennero accorpati ad Ancona i comuni di Paterno, mwbkkMontesicuro e mwbkoFalconara Marittima; quest'ultimo nel 1948 ritorna ad essere autonomo.
Nella storia dell'evoluzione demografica di Ancona si nota il brusco calo avvenuto nel 1944 per lo sfollamento della popolazione verso le città e le campagne limitrofe a causa dei numerosi bombardamenti durante la mwbkwseconda guerra mondiale. Altre cause del calo di popolazione sono la grave mwbk0epidemia del XVIII secolo, il mwbk4terremoto del 1972 e, in misura minore, la frana del 1982.
Ancona ha avuto il massimo degli abitanti nel 1971. Da allora si è assistito ad un lieve calo, favorito dai mwblasaldi naturale (differenza fra nati e morti) e mwblemigratorio (differenza fra immigrati ed emigrati) entrambi negativi dal 1979.cite-ref-60[58] Dopo un minimo di mwbly98 000 abitanti, registrato nel 1999, si è registrato un progressivo incremento della popolazione, grazie soprattutto al consistente flusso migratorio, che ha riportato la città a superare di nuovo le centomila unità, attestandosi a più di mwblc102 000 abitanti nel rilevamento anagrafico di dicembre 2008.
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera era di mwblo14 629, pari al 14,67% della popolazione.cite-ref-0-61-0[59]
Nei secoli passati
Ad Ancona il fenomeno della presenza di cittadini stranieri in città non è nuovo, in quanto l'esistenza del porto ha sempre richiamato folti gruppi di persone da paesi anche lontani, che spesso si organizzavano in comunità vere e proprie.
Le principali nei secoli furono: l'mwbmiebraica (con i due rami levantino ed italiano, ognuno fornito di propria mwbmmsinagoga); l'mwbmqalbanese; la mwbmuragusea (aveva il suo riferimento nella chiesa di San Biagio); la mwbmygreca (aveva il suo riferimento nella mwbmcchiesa di Sant'Anna dei Greci); l'mwbmgarmena (la cui chiesa era San Gregorio illuminatore). Anche i mwbmkmusulmani hanno sempre frequentato la città, tanto che nel periodo medievale ad essi erano stati assegnati alcuni locali nel palazzo del Comune.
La presenza in città di varie etnie è testimoniata anche dall'esistenza, all'indomani dell'Unità d'Italia, di tre cimiteri: quello ortodosso (il mwbmsCampo de' Greci, chiuso dopo L'Unità e non più esistente), quello protestante (il mwbmwCampo degli Inglesi, ancora visitabile), quello ebraico (il mwbm0Campo degli Ebrei).
La comunità ebraica
Tra le varie comunità, quella ebraica è quella che ha lasciato più il segno nella storia della città e che tuttora è significativa. È una delle più antiche e significative comunità ebraiche d'Italia. A testimonianza della sua storia rimangono l'antico ghetto con le mwbnmdue sinagoghe e il suggestivo cimitero (uno dei più vasti ed antichi d'Italia): il mwbnqCampo degli Ebrei.
Nel XXI secolo
Le comunità nazionali più numerose al 31 dicembre 2023 erano:cite-ref-0-61-1[59]
• mwbn0Bangladesh mwbn42 885
• mwboaRomania mwboe2 320
• mwbomAlbania mwboq1 336
• mwboyPerù 977
• mwbogFilippine 683
• mwbooUcraina 625
• mwbowTunisia 599
• mwbo4Pakistan 428
• mwbpaNigeria 422
• mwbpiMarocco 319
Lingue e dialetti
«Io guardo 'sta cruceta sbuzolosa
cun 'st'anima gentile; cià qualcosa del caratere nostro anconità; rozo de fora, duro, un po' vilà ma drento bono, un zuchero, 'n'amore,... ché nun conta la scorza, conta el core»
(dalla poesia" Cume se magna le crucete in porcheta" di Eugenio Gioacchini)
Il dialetto cittadino, secondo la tradizione sarebbe nato nel rione Porto, in una piccola piazza ora non più esistente, detta mwbp0la Chioga, nella quale si mescolavano tre parlate: quella locale dei mwbp4purtulòti (portolotti), lavoratori portuali, quella dei marinai levantini (provenienti dall'Oriente) stabilitisi in città e quella dei mwbp8mwbqaburanèli, ovvero le famiglie originarie dalla mwbqelaguna veneta, trasferitesi ad Ancona in cerca di fortuna e dedite alla pesca.cite-ref-62[60] Nel corso del tempo si è modificato e reso assai singolare dagli influssi dovuti agli scambi del porto.
L'anconitano appartiene ai mwbqcdialetti italiani mediani (subarea mwbqgperimediana), e ha influssi mwbqkgallo-italici e mwbqoveneti, per cui è spesso considerato di transizione tra i dialetti centrali e quelli gallo-italici.
Il mwbqwdialetto anconitano è usato nella mwbq0poesia vernacolare anconetana, nel teatro e nelle canzoni popolari. Il poeta che ha reso il dialetto cittadino lingua letteraria è stato mwbq4Duilio Scandali, a cui sono seguiti molti altri, fino al contemporaneo mwbq8Franco Scataglini, la cui lingua non è però il dialetto popolare, ma quello trasfigurato dalla poesia. Da più di un secolo numerose compagnie di teatro dialettale si sono susseguite, creando una buona tradizione e l'annuale festival del dialetto di mwbraVarano. Tra le canzoni più note ci sono: l'"mwbremwbriInno del portoloto", "mwbrmErane tre surele", "mwbrqAlba", "mwbruEl carnevale".
Isola linguistica gallica del Conero
Le frazioni anconitane del mwbrkConero, ossia mwbroPoggio e mwbrsMassignano, insieme a mwbrwCamerano, formano l'area dell'mwbr0isola linguistica gallica del Conero. I dialetti di questi centri non sono varianti del dialetto anconitano, ma costituiscono un nucleo gallico, simile a quello parlato a nord dell'mwbr4Esino. Nei versi riportati sotto si dà un esempio del dialetto del mwbr8Poggio.
«Pett' al Mont' d'Ancona sorg' el Poy
bellu ch' par un fior' 'n cima a un scoy su pr' fianchi del mont' s' rampigna e tutta t'ariscopr' la campagna
Tutta la gent' ch passa l'arimira ch'achì par' ch' č' god' la natura sal ben d' la marina e quel del mont' sa i camp' verdi e pîni sempr' d' piant'»
(Giuseppe Bartolucci, da "Biagin cucal e altri versi")
Tradizioni e folclore
Antichissima credenza, attestata fin dal Cinquecento, è quella di bere l'acqua della mwbsoFontana del Calamo (comunemente chiamata mwbssle Tredici Cannelle) per assicurarsi il ritorno in cittàcite-ref-referencea-63-0[61].
Assai singolari e prova di uno stretto rapporto con il mare sono le mwbtegrotte del Passetto, cinquecento cavità scavate sin dalla metà dell'Ottocento alla base della rupe, per servire come ricovero di barche ed appoggio estivo; i fruitori, i "grottaroli", sono riuniti in tre associazionicite-ref-rapporto-55-1[54]cite-ref-64[62].
In città si usano tradizionalmente le mwbtscarte da gioco piacentine, e ciò è dovuto al fatto che nello mwbtwStato Pontificio, del quale Ancona fece parte dal 1532 al 1860, la città di Piacenza aveva l'esclusiva per la fabbricazione delle cartecite-ref-65[63].
Istituzioni, enti e associazioni
Ancona è sede delle seguenti istituzioni di importanza superiore alla provinciale.
• Giunta Regionale delle Marche.
• mwbuyConsiglio regionale delle mwbucMarche.
• mwbusIstituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerchecite-ref-66[A 3]
• Organi periferici del mwbveMinistero per i Beni e le Attività Culturali:
• mwbvqSoprintendenza archeologica delle mwbvuMarche,
• mwbvcSoprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici delle mwbvgMarche,
• mwbvoSoprintendenza archivistica delle mwbvsMarche.
• Organi periferici del mwbv0Ministero della giustizia:
• mwbwaTribunale di Ancona,
• mwbwiTribunale per i minorenni di Ancona,
• mwbwqCorte d'appello di Ancona,
• mwbwyCarcere di Montacuto,
• mwbwgCarcere minorile di Ancona.
• Organi periferici del mwbwoMinistero dell'interno:
• mwbw0Prefettura di Ancona,
• mwbw8Questura di Ancona,
• Direzione Regionale dei mwbxeVigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile.
• Organi periferici del mwbxmMinistero dell'Economia e delle Finanze:
• Ufficio delle mwbxyDogane di Ancona,
• Direzione regionale Marche dell'mwbxgAgenzia delle entrate,
• Direzione regionale Marche ed Umbria dell'mwbxoAgenzia del territorio.
• Segretariato permanente dell'mwbxwIniziativa Adriatico Ionica, emanazione del mwbx0Ministero degli Affari Esteri.
• Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, ufficio periferico del mwbx8Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
• Direzione delle Poste per le Marche e l'Umbria, organo periferico del mwbyeMinistero dello sviluppo economico.
• Direzione Regionale Marche della mwbymTrenitalia S.p.A.;
• mwbyuArcidiocesi metropolita di Ancona-Osimo, facente parte della mwbyyProvincia ecclesiastica di Ancona.
Strutture sanitarie
La sanità ad Ancona è gestita principalmente dall'"Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti", che accorpa l'Ospedale "Umberto I", il cardiologico "G. M. Lancisi" e l'Ospedale dei Bambini "G. Salesi". I primi due sono situati in un unico polo, nel quartiere delle mwbykTorrette, mentre il terzo è localizzato al mwbyoPassetto. È presente una forte collaborazione con la facoltà di medicina dell'mwbysUniversità Politecnica delle Marche.
Sono presenti anche l'mwby0ospedale geriatrico "U. Sestilli", sede locale dell'mwby4INRCA e la casa di cura convenzionata "Villa Igea".
Cultura
Istruzione
Biblioteche
• mwbzoBiblioteca comunale Luciano Benincasa, fondata nel 1669, con più di 100.000 volumi è la più importante della città; è annessa un'emeroteca. Chiusa per lavori di restauro della sede, nel 2012 è stata riaperta solo parzialmente.
• Biblioteca dell'Archivio di Stato, fondata nel 1871, conserva, tutela e valorizza circa diciassette chilometri lineari di materiale documentario;
• mwbz0Biblioteca della Soprintendenza archeologica, specializzata in archeologia e storia locale;
• Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici.
• Biblioteche di istituzioni culturali:
• della mwbaiDeputazione di storia patria per le Marche;
• dell'Accademia marchigiana di scienze, lettere ed arti;
• dell'Istituto per la storia del movimento di liberazione delle Marche.
• Biblioteche di istituzioni religiose:
• del Pontificio Seminario Regionale Pio XI;
• dell'Opera Salesiana;
• Biblioteca diocesana.
• Biblioteche universitarie:
• dell'Istituto Teologico Marchigiano;
• della facoltà di Economia;
• della facoltà di Medicina e Chirurgia;
• della facoltà di Ingegneria;
• della facoltà di Scienze
• Biblioteca del mwbbiConsiglio regionale delle Marche;
• Biblioteca privata Franco Amatori, aperta al pubblico dal 2008 nello storico mwbbqPalazzo Benincasa.
Nel luglio 2020 Ancona ha ottenuto il riconoscimento di "mwbbyCittà che legge" 2020-2021.cite-ref-68[65]
Università politecnica delle Marche
Nel 1562 venne aperta ad Ancona lmwbci'mwbcmUniversitas studii generalis cuiuscum scientiae et facultatis, con le facoltà di diritto e di teologia e la possibilità di apertura anche di facoltà scientifichecite-ref-69[66] L'università anconitana si ricollegava alla scuola di diritto attiva in città nel Medioevo, dal 1300 in poi.cite-ref-70[67]
Gli studi universitari moderni ad Ancona iniziano nel 1959 con l'apertura della facoltà di Economia. Nel 1969 viene fondata l'Università degli Studi di Ancona, dal 2003 denominata "mwbc0Università politecnica delle Marche", che conta quaranta corsi di laurea e cinque facoltà: Agraria, Economia, Ingegneria, Medicina e Scienze. Gli studenti sono più di 16.000cite-ref-71[68].
Hanno inoltre sede in città l'Istituto Teologico Marchigiano e l'Istituto Superiore di Scienze Religiose «Lumen gentium», aggregati alla Facoltà di Sacra Teologia della mwbdmPontificia Università Lateranense, e la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici.
L'mwbduAlta formazione artistica, musicale e coreutica è presente in città con l’Accademia di Belle arti e Design Poliarte un istituto non statale, legalmente riconosciuta dal mwbdcMIUR, che permette agli studenti di specializzarsi in base ai propri interessi nel campo del cinema, del design, della moda e dei nuovi media. In inoltre città svolgeva la funzione di mwbdgConservatorio l'Istituto Superiore di Studi Musicali "G.B. Pergolesi", attivo dal 1924 al 2014, dal 2001 pareggiato ai conservatori di musica statali. Nel 2014 il Comune decise di chiudere l'istitutocite-ref-72[69]
Musei
• mwbeiMuseo archeologico nazionale delle Marche: è ospitato all'interno del cinquecentesco mwbempalazzo Ferretti e permette un interessante viaggio nel tempo grazie alle testimonianze ricchissime di tutte le civiltà della regione. Conserva una completa documentazione sull'arte e sulla vita quotidiana del mwbeqpopolo piceno; notevoli sono anche le testimonianze dell'invasione mwbeugallica del VI secolo a.C. e della mwbeyfase greca di Ancona.
• mwbegMuseo della città di Ancona: è un museo di storia urbana; si segnalano le vedute della città di mwbekLuigi Vanvitelli e un grande plastico in legno che ricostruisce la città di Ancona nel 1844.
• mwbesPinacoteca civica "Francesco Podesti": tra le opere più notevoli, quelle di mwbewCarlo Crivelli, del mwbe0Tiziano, di mwbe4Lorenzo Lotto, del mwbe8Guercino, di mwbfaSebastiano del Piombo, di mwbfeOrazio Gentileschi, di mwbfiAndrea Lilli, di mwbfmFrancesco Podesti. Conserva anche opere di autori contemporanei. Nel 2016 è stata parzialmente riaperta con nuovo allestimento.
• mwbfuMuseo tattile statale Omero: È uno dei più importanti musei tattili in Italiacite-ref-73[70], e permette di avvicinarsi all'arte toccando calchi in gesso a grandezza naturale di famose opere scultoree, modellini architettonici di celebri monumenti, reperti archeologici e sculture originali di artisti contemporanei.
• mwbfsMuseo diocesano di Ancona: è una collezione di arte sacra; notevoli sono i sarcofagi paleocristiani e gli arazzi dai colori vivissimi di mwbfwRubens.
• Museo diffuso urbano: è un museo a cielo aperto che si snoda tra i luoghi dell'antica comunità ebraica anconitana. È attualmente chiuso.
• mwbf8Sala museale Contrammiraglio Guglielmo Marconi: è un museo di storia delle telecomunicazioni, con una collezione di radio antiche e attrezzature per esperimenti. È attualmente chiuso.
• mwbgeMuseo di scienze naturali Luigi Paolucci: nato nel 1864 grazie all'opera del noto scienziato anconitano mwbgiLuigi Paolucci, ha avuto sede in città per 80 anni e poi è stato chiuso per i danni di guerra; nel 1997 è stato trasferito nella vicina mwbgmOffagna, uno dei mwbgqcastelli di Ancona. Sono esposti fossili, minerali, materiali didattici storici e animali impagliati.
• Museo del giocattolo e del bambinocite-ref-74[71].
Media
Stampa
Due sono i giornali che pubblicano la cronaca cittadina:
• mwbg8mwbhaCorriere Adriatico (edito ad Ancona);
• mwbhimwbhmIl Resto del Carlino.
Viene pubblicato anche il quotidiano mwbhuGazzetta aste ed appalti pubblici, su mwbhyaste, bandi e appalti pubblici.
Arte
Arte ad Ancona
L'arte di ogni epoca ha lasciato in città testimonianze significative, ma Ancona è particolarmente ricca di opere d'arte dei suoi periodi di massima fioritura: quelli dell'impero di mwbhwTraiano (II secolo a.C.), della mwbh0repubblica marinara (dall'XI al XVI secolo), e del mwbh4porto franco (XVIII secolo).
In particolare, la città fu uno dei centri principali del mwbiaRinascimento adriatico, fenomeno artistico in cui la riscoperta dell'arte classica è accompagnata da una certa continuità formale con l'arte gotica. Coinvolse pittura, scultura e architettura ed è un tipo di Rinascimento in cui non si rinnega il gotico, ma lo si svuota di significato utilizzandolo solo come decorazione, mentre la sostanza delle opere artistiche accoglie le novità legate alla riscoperta dell'arte greca e romanacite-ref-75[72].
Testimonianze archeologiche di arte picena e greca
L'arte picena e quella mwbiggreca sono testimoniate dai reperti ritrovati nelle antiche mwbiknecropoli ed esposti al mwbioMuseo archeologico nazionale delle Marche.
Architettura
Tra gli architetti che lavorarono ad Ancona si ricordano per l'Età Antica mwbi4Apollodoro di Damasco, per il Medioevo mwbi8Margaritone d'Arezzo, mwbjaMastro Filippo e mwbjeGiorgio da Sebenico. Per il Rinascimento mwbjiAntonio da Sangallo il Giovane e mwbjmFrancesco di Giorgio Martini, per il Settecento mwbjqLuigi Vanvitelli e mwbjuCarlo Marchionni, per l'Età Contemporanea mwbjyGuido Cirilli, mwbjcPietro Belluschi e mwbjgVittorio Gregotti.
Scultura
Tra gli scultori che hanno lasciato le loro opere in città si ricordano per il Medioevo mwbjwMargaritone d'Arezzo, mwbj0Mastro Filippo e mwbj4Giorgio da Sebenico, già citati come architetti. Per il Rinascimento, sono presenti opere di mwbj8Giovanni Dalmata, per l'Età Moderna di mwbkaGioacchino Varlè, per l'Età Contemporanea di mwbkeVittorio Morelli, mwbkiFilandro Castellani, mwbkmPericle Fazzini, mwbkqValeriano Trubbiani, mwbkuAligi Sassu e mwbkyArnaldo Pomodoro.
Pittura
Per il Medioevo, si deve ricordare la scuola di pittura gotica, la mwbkoScuola di Ancona, attiva in città tra Trecento e Quattrocento; mwbksOlivuccio di Ciccarello ne era il maestrocite-ref-76[73]cite-ref-77[74].
Per il Rinascimento, il pieno Quattrocento è segnato dall'anconitano mwbluNicola di Mastro Antonio. Altri protagonisti della pittura rinascimentale ad Ancona furono mwblyCarlo Crivelli, mwblcTiziano e mwblgLorenzo Lotto, che aprì una scuola di pittura in città. I capolavori di questi artisti sono conservati nelle chiese e nella pinacoteca. mwblkTiziano, in particolare lasciò in città la sua prima opera datata e uno dei suoi ultimi dipinti, ciò che permette di seguire la sua evoluzione artistica.
Nel periodo manierista si distinguono i nomi di mwblsPellegrino Tibaldi e di mwblwAndrea Lilli, mentre testimonianze della pittura del Seicento sono i dipinti di mwbl0Orazio Gentileschi, di mwbl4Carlo Maratta e del mwbl8Guercino.
Nell'Ottocento spicca la figura del pittore anconitano mwbmeFrancesco Podesti, che tra accademismo, pittura storica e mwbmiromanticismo raggiunse fama internazionale. Fu uno degli ultimi grandi maestri dell'mwbmmaffresco, e con tale tecnica dipinse in mwbmqVaticano la mwbmusala dell'Immacolata Concezione. Uno dei suoi capolavori, il mwbmymwbmcGiuramento degli Anconetani, è uno dei simboli della città.
A inizio Novecento, nel periodo tra mwbmkDivisionismo e mwbmoSimbolismo, lavorò in città mwbmsFra' Paolo Mussini; durante gli anni Trenta del secolo, lasciò le sue opere in città mwbmwPio Pullini.
Ancona nell'arte
In questa sezione si elencano le principali opere che, nel corso dei secoli hanno rappresentato Ancona nella scultura, nella pittura, nella letteratura e nel cinema.
Ancona nella pittura e nella scultura
Il più antico panorama di Ancona risale al ⅠⅠ secolo, si trova a Roma ed è scolpito nelle pietre della mwboiColonna Traiana. Si tratta della mwbomscena 58, raffigurante la mwboqPartenza da Ancona dell'Imperatore Traiano per la mwbouSeconda Guerra Dacicacite-ref-78[75]. In questa raffigurazione Ancona è riconoscibile attraverso i monumenti più rappresentativi dell'epoca: il mwbootempio di Venere, i cui resti sono visibili al di sotto dell'attuale mwbosduomo; il mwbowtempio di Diomede, colpito dalle ondecite-ref-79[76]; il molo e l'mwbpeArco di Traiano, ancora ottimamente conservati nel porto attuale. È interessante notare che, nonostante siano passati diciannove secoli, ancor oggi i luoghi rappresentativi della città siano rimasti gli stessi: il tempio sul colle Guasco, il porto, l'Arco di Traiano.
Nel Rinascimento, Ancona è stata rappresentata varie volte nei dipinti di noti artisti.
mwbpqVittore Carpaccio raffigura Ancona nel mwbpumwbpyRitratto di cavaliere (rione di Capodimonte), nel mwbpcmwbpgSan Giorgio e il drago (Duomo) e nella mwbpkmwbpoPredica di santo Stefano (Arco di Traiano)cite-ref-duomo-80-0[77]cite-ref-itinerari-81-0[78].
mwbqqGiovanni Bellini rappresenta il Duomo e il colle Guasco nella mwbquCrocifissione di Prato, e il rione di Capodimonte nella mwbqySacra Conversazione 'Giovannelli'cite-ref-duomo-80-1[77]cite-ref-autogenerato4-82-0[79], mentre nel mwbq8Martirio di San Marco, eseguito insieme a mwbraVittore Belliniano e mwbreLorenzo Lotto, raffigura ancora una volta il Duomo e il colle Guasco, anche se Ancona qui serve per rappresentare mwbriAlessandria d'Egittocite-ref-duomo-80-2[77].
Il mwbrgPinturicchio, nel mwbrkPapa Pio II arriva per la Crociata al porto di Ancona, raffigura una veduta della cittàcite-ref-duomo-80-3[77].
mwbr8Carlo Crivelli, nella mwbsaVisione del Beato Gabriele Ferretti, ci offre una veduta della campagna nei pressi della Chiesa di San Francesco ad Altocite-ref-83[80].
Il mwbteDomenichino nel dipinto mwbtiArco di Traiano ci ha lasciato una interpretazione rinascimentale dell'antico monumento romanocite-ref-85[82].
Nella mwbtgGalleria delle carte geografiche, ai mwbtkMusei vaticani, c'è il più completo panorama dell'Ancona cinquecentesca: mwbtoVeduta della città e del porto di Ancona, di mwbtsAntonio Danticite-ref-86[83] accompagnata dalle vedute prospettiche degli altri tre porti più importanti dell'epoca.
Passando al Settecento, si ricordano soprattutto due opere di mwbueLuigi Vanvitelli: mwbuiVeduta del Molo nuovo dal Lazzaretto e la speculare mwbumVeduta del Lazzaretto dal Molo Nuovocite-ref-immagine-87-0[84]. Tra incisori di questo secolo che hanno raffigurato Ancona, si ricordano mwbugGiovanni Battista Piranesi (mwbukArco di Traiano) e mwbuoJakob Philipp Hackert (mwbusVeduta del porto di Ancona con l'Arco di Traiano)cite-ref-88[85].
Nell'Ottocento, il pittore anconitano di fama nazionale mwbveFrancesco Podesti, nel mwbvimwbvmGiuramento degli Anconitani, ricostruisce una ricchissima scena di vita medievale della città durante l'mwbvqassedio del 1173.
Ancona nella letteratura
In letteratura, il nome di Ancona compare per la prima volta nell'età classica: mwbvoCatullo nel mwbvsCarmina, 36, la cita parlando dei più celebri luoghi di culto di Venere, mentre mwbvwGiovenale nel libro IV delle mwbv0Satire, parla del mwbv4tempio di Venere sorretto dalla dorica Ancona; è la prima attestazione dell'epiteto di dorica riferito alla città.
Arrivando al Medioevo, mwbwaDante Alighieri, nel mwbwecanto mwbwiXXI del Paradiso, dice: mwbwmIn quel loco fu' io Pier Damiano /e Pietro Peccator fu' nella casa / di Nostra Donna in sul lito adriano. È san mwbwqPier Damiani a parlare nei versi del Poeta e la dimora di nostra Signora sul lido adriatico, secondo alcuni studiosi, sarebbe la chiesa di mwbwuSanta Maria di Portonovo.
Nel Rinascimento, mwbwcMichel de Montaigne, nel suo mwbwgGiornale di viaggio in Italiacite-ref-89[86], ci lascia una accurata descrizione di Ancona, mentre mwbw0Torquato Tassocite-ref-90[87] ce ne fornisce un'immagine poetica.
Nel Settecento, mwbxmGiacomo Casanova nei suoi diari si sofferma a lungo a proposito dei suoi due soggiorni ad Ancona e ci racconta belle ed intriganti avventure capitategli con due donne incontrate quicite-ref-91[88].
Nell'Ottocento, mwbxkStendhal riferisce nei suoi diari della sua permanenza ad Anconacite-ref-92[89], mentre mwbx4Madame de Staël nel romanzo mwbx8Corinna ou l'Italie dà una bella descrizione dell'atmosfera cosmopolita della città nei primi anni del secolocite-ref-93[90]. Nello stesso secolo, mwbyqVictor Hugo ne mwbyumwbyyI miserabili parla dell'ideale di libertà che da mwbycParigi arriva all'orecchio dei patrioti di Ancona radunati nel rione degli Archicite-ref-94[91], e mwbywIppolito Nievo, nelle mwby0mwby4Confessioni di un italiano, rievoca i giorni dell'mwby8assedio austro-russo-turco alla città e l'affascinante figura del giovane generale mwbzaGiuseppe Lahoz.
Arrivando al Novecento, mwbziRobert Musil ambienta ad Ancona le vicende dei protagonisti del romanzo mwbzmViaggio in Paradiso e descrive l'atmosfera del porto e delle piccole spiagge sotto le rupicite-ref-95[92]. mwbzgJoyce Lussu nel romanzo "mwbzkAnarchici e Siluri" ci riporta indietro nel tempo, facendoci immergere nell'Ancona degli anni 1910, che nella finzione letteraria ospitava mwbzoSherlock Holmes alle prese con spie, ricevimenti alle mwbzsMuse e passeggiate nei boschi del Conero assieme al celebre naturalista anconetano mwbzwLuigi Paoluccicite-ref-96[93]. mwb0ePier Paolo Pasolini, in mwb0iLa lunga strada di sabbia, lascia una acuta descrizione della cittàcite-ref-97[94].
Ancona nel cinema
Si citano solo i titoli più significativi.
• mwb1mmwb1qOssessione, di mwb1uLuchino Visconti (1943). Il capolavoro di Visconti, considerato il primo film mwb1yneorealista, nelle sequenze centrali è stato girato ad Ancona, rappresentata dal regista come luogo in cui il protagonista, osservando le navi lasciare il porto, spera di partire e di lasciarsi tutto dietro alle spalle.
• mwb1gmwb1kUn'anima divisa in due, di mwb1oSilvio Soldini (1993). Anche in questa pellicola Ancona rappresenta per i protagonisti, fuggitivi da mwb1sMilano, il desiderio di una vita migliore. In questo caso non è la presenza del porto, ma la dimensione a misura d'uomo e la vicinanza con la natura a far assumere alla città questo ruolo.
• mwb10mwb14La regina degli scacchi di mwb18Claudia Florio (1998). Ancona in questo film è nebbiosa, inquietante e, con le sue vie in salita, le sue antiche scalinate, le sue spiagge invernali, fa da sfondo perfetto alla difficile e combattuta introspezione di una giovane ragazza.
• mwb2emwb2iLa stanza del figlio di mwb2mNanni Moretti (2001). Vincitore della Palma d'oro al 54º mwb2qFestival di Cannes, è stato girato interamente in città; qui Ancona è usata senza citarla, pur con notevoli riferimenti, per rappresentare una tipica città dell'Italia di oggi.
• Nel film mwb2ymwb2cLa prima notte di quiete, di mwb2gValerio Zurlini (1972) alcune scene sono state girate all'interno, allora in rovina, della storica Villa Favorita, restaurata nel 1998.
• In mwb2omwb2sCorpo estraneo, di mwb2wKrzysztof Zanussi, (2013) sono state girate ad Ancona alcune scene, in cui la città rappresenta la solare realtà iniziale della vicenda narrata, che poi si perde in una lunga e faticosa ricerca esistenzialecite-ref-98[95].
• mwb3imwb3mIl cinema come preghiera, di mwb3qAndrej Andreevič Tarkovskij (2020), racconta la vita e i lavori di mwb3uAndrej Tarkovskij ed è opera del figlio del grande regista russocite-ref-99[96], che ha scelto di girare alcune scene a mwb3oSanta Maria di Portonovo, chiesa alla quale il padre era particolarmente legato e che aveva citato nel suo diario.
• mwb3wGli anni folli della velocità - Vite Straordinarie (2020) di Gabriele Ogiva e Federica Biondi. Un racconto che accompagna lo spettatore in un viaggio attraverso l'anconetano dell'immediato dopoguerra, terra di motori e di piloti. Il lungometraggio contiene il più vecchio ed inedito filmato sulla città dorica, risalente al 1932.
• mwb34Addio in Febbraio - Precordi (2022) di Gabriele Ogiva. Il film ripercorre l'avventurosa vita di Bruno, italiano emigrato in Argentina e l'ossessione amorosa di quest’ultimo per la giovane cugina argentina Delia, per la quale lascerà tutto.
Teatro
• mwb4yTeatro delle Muse. Costruito nel 1827 su progetto di mwb4cPietro Ghinelli, ha conservato soltanto la struttura esterna e la neoclassica facciata a colonne ioniche. Durante la mwb4gseconda guerra mondiale il tetto fu parzialmente danneggiato da uno spezzone incendiario d'aereo, cosa che suggerì agli amministratori un'assai discussa demolizione e ricostruzione degli interni in stile moderno, avviando una ristrutturazione durata decenni e terminata nel 2002. Capace di accogliere più di mille spettatori, ospita una stagione lirica di livello internazionale, una stagione sinfonica, una di prosa ed una di musica jazz. È la sede del Teatro Stabile delle Marche.
• mwb4oTeatro sperimentale "Lirio Arena". Inaugurato nel maggio 1960 per far rinascere ad Ancona il teatro drammatico dopo le distruzioni della guerra, in attesa della riapertura del Teatro delle Muse. Fu per anni l'unico teatro cittadino pubblico.
• Teatro Metropolitan (già Teatro "Vittorio Emanuele II"), gioiello del XIX secolo ubicato nel corso principale, è stato oggetto di complesse opere di ristrutturazione ad uso ricettivo-commerciale e dell'originale è rimasto il solo involucro esterno.
• Teatro Goldoni, altro teatro storico realizzato a metà Ottocento. Pur essendo originariamente di notevole valore architettonico, con architettura Liberty e interessanti strutture in ghisa, con un progetto del 1995cite-ref-100[97] è stato sventrato per realizzare un cinema multisala.
Musica
Ancona è sede dell'Orchestra Filarmonica Marchigiana, una delle tredici Istituzioni Concertistiche Orchestrali italiane (ICO) riconosciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturalicite-ref-101[98].
Ha sede in città anche il Coro Lirico Marchigiano "V. Bellini", fondato nel 1887, che sino alla Seconda guerra mondiale è stato il coro stabile del mwb5gTeatro delle Muse, con il quale adesso collabora stabilmente, così come con i principali teatri regionalicite-ref-102[99].
L'Orchestra di Fiati, fondata a fine Ottocento, è l'istituzione musicale più antica della città, derivando dalla banda musicale cittadinacite-ref-103[100].
La Banda Musicale Torrette di Ancona, Fondata nel 1930 nasce all'interno delle attività della Società di Mutuo Soccorso del quartiere di Torrette di Ancona. Il precipitare degli eventi del 2º conflitto bellico del novecento obbligarono a sospendere le attività. Grazie alla sensibilità di alcuni musicisti (alcuni dei quali ancora attivi componenti dell'organico), il 19 gennaio 1997, la ricostruita Banda Musicale di Torrette tiene il suo primo servizio pubblico in occasione della festa di Sant'Antonio. In particolare la Banda è presente nelle ricorrenze Civiche (25 aprile, 2 giugno, 2 e 4 novembre) in quelle religiose quali la processione del Corpus Domini e molte altre. Nel 2014, in occasione della festa di San Ciriaco, Patrono della Città - Il Comune di Ancona ha conferito alla Banda la Cittadinanza Benemerita, per meriti nella diffusione della musica e quale esempio di volontariato Civico e Culturale.
Cucina
Il simbolo universalmente riconosciuto delle tradizioni gastronomiche di Ancona è lo mwb6cstoccafisso all'anconitana, celebrato da manifestazioni ricorrenti nell'anno e tutelato dall'Accademia dello Stoccafissocite-ref-104[101].
Insieme allo stoccafisso, l'altro re della cucina anconitana è il mwb7ymwb7cmosciolo, nome locale del mwb7gmitilo non allevato, ma pescato sulle scogliere naturali, riconosciuto come "prodotto di origine protetta"cite-ref-105[102]. Durante l'estate, i mwb70mwb74grottaroli anconitani pescano i mitili in apnea, li puliscono sulla riva con attrezzi fabbricati artigianalmente, li cucinano in vario modo (ci si fanno sughi per la pasta, si preparano impanati alla griglia, o semplicemente "alla marinara" (conditi con aglio prezzemolo e limone), li gustano in grandi tavolate fuori dalla grottacite-ref-106[103].
Come primi piatti si ricordano i mwb8kvincisgrassi, preparati soprattutto in occasioni festive, e le paste al sugo di pesce: alla pescatora (con il pomodoro) o alla marinara (in bianco) e allo scoglio (con mitili, vongole, gamberetti e calamari).
Oltre allo stoccafisso e ai mwb8smóscioli, altri secondi tipici sono il mwb8wbrodetto all'anconetana, una variante della zuppa di pesce adriatica, e vari tipi di mwb80pesce azzurro mwb84a scottadeto, ossia alla brace.
Un contorno tipico di Ancona sono i mwb9amwb9epaccasassi, un'erba succulenta che, come dice il nome, vive nelle spaccature degli scogli marini; sono utilizzati per accompagnare il pesce, per arricchire la pasta all'aglio e olio e per preparare la "pizza dorica"cite-ref-107[104].
Nel periodo della vendemmia si preparano le ciambelle al mosto, che, tagliate e tostate, danno origine alle fette al mosto. Nelle case si preparano, con mosto e farina, una crema da arricchire poi con noci e pinoli: si tratta dei mwb9csughetti (in anconetano mwb9gsciugheti) d'uvacite-ref-dolcidellefeste-108-0[105].
A Carnevale il quintetto dei mwb94dolci carnevaleschi preparati ad Ancona è costituito dalla mwb98cicerchiata, dagli mwb-aarancini, dalle mwb-ezéppole, dalle mwb-ifrappe e dalle mwb-mcastagnole.
Un altro simbolo della cucina anconitana è il mwb-wpà cu l'ojo (pane con l'olio), una semplice bruschetta che la popolazione locale mangia nei diversi orari della giornata. L'uso anconitano di cibarsi di questa semplice vivanda è conosciuta in tutte le mwb-0Marche, tanto che gli abitanti delle altre zone della regione usano burlescamente il termine mwb-4pà cu l'ojo per indicare ogni abitante di Ancona.
Il vino cittadino per eccellenza è il mwb-aRosso Conero, un DOC di antichissima tradizione, che ha come base il mwb-evitigno Montepulcianocite-ref-110[107].
Nei momenti più freddi dell'anno si usa bere il turchetto, un caffè molto lungo rinforzato con rum, buccia di limone ed anice: una energetica la cui origine è legata al modo in cui i marinai anconetani correggevano il caffè lungo che si vedevano servire in mwb-gGrecia e in mwb-kTurchia, al loro gusto troppo leggerocite-ref-referenceb-109-1[106]. Il noto mwb-4Caffè Borghetti, o Caffè Sport, trova la sua origine proprio in questa città.
Eventi
Tra gli appuntamenti tradizionali più importanti si segnalano i seguenti.
festa-del-mare-ed-eventi-collegatiFesta del mare ed eventi collegati
La mwcagfesta del mare di Ancona si tiene nella prima domenica di settembre e consiste in un'animatissima processione di centinaia di imbarcazioni che dal porto si recano al largo per onorare i caduti del mare con una cerimonia religiosa. A terra si tengono spettacoli, sfilate, concerti e la "fiera degli Archi", nel rione marinaro della città. Conclude la giornata uno spettacolo di fuochi d'artificio, a specchio delle acque del portocite-ref-111[108].
La festa del mare ha avuto origine nel 1982, da un'idea del frate cappellano del porto Padre Francesco Catani, come un "mwcbcriconoscimento per tutti coloro che lavorano in mare e per il mare e al contempo un invito spirituale a rapportarsi al mare e alle genti che lo percorrono con cura, rispetto e sensibilità"cite-ref-114[111].
Non collegata direttamente alla festa del mare, è la manifestazione sportiva "Miglio del Passetto", nata negli anni settanta del Novecento grazie a Luigi Stefanelli, fondatore e presidente per tanti anni della Società sportiva Garibaldina, dapprima consistente nella traversata del porto e trasferita nel 1984 nelle acque del Passettocite-ref-115[112].
La Venuta
La festa della Venuta, che si tiene le sere dell'8 e del 9 dicembre accendendo grandi falò in varie parti della città ed anche in campagnacite-ref-116[113]; il 10 dicembre infatti si festeggia la Madonna di mwccoLoreto, e la tradizione vuole che i fuochi odierni ricordino quelli che nel 1200 servirono ad illuminare la strada alla Santa Casa che in volo stava giungendo nel vicino centro di Loretocite-ref-referencea-63-1[61]. Nel 1617, grazie all'iniziativa del frate cappuccino anconitano fra Tommaso, l'usanza si diffuse capillarmente in tutte le Marchecite-ref-117[114]. Una curiosità: alla festa della Venuta del 1849 assistette Garibaldi, in città per chiedere sostegno ai circoli patriotticicite-ref-118[115].
Carnevale
La maschera storica della città era mwceuPapagnoco, nato nella metà dell'Ottocento dalla fantasia di un burattinaio anconitano. Dalla ribalta dei teatrini passò presto ad essere usato come maschera. Ne fu proibito l'uso, per decreto regio, nel 1861, probabilmente per la sua carica troppo trasgressiva. Papagnoco era il tipico contadino trasferitosi in città; dal contrasto fra le sue origini e l'ambiente urbano nascevano le situazioni comiche che lo caratterizzavano. Rozzo, mwceypaccó (spaccone), vestito di grigio con fazzoletto rosso al collo e cappello a larghe falde nero, era armato di un bastone con il quale minacciava i cittadini, che con la sua mentalità agreste accusava di malcostume. Nella ribalta dei burattini, spalla di mwcecPapagnoco era mwcegBurlandoto, anch'esso poi diventato una maschera. Rappresentava la guardia della dogana papalina, sciocco e dalla divisa rappezzata e sudicia, burlato dai popolani e dai contrabbandiericite-ref-120[117].
La nuova maschera carnevalesca anconitana, scelta nel 1999 con votazione popolare, è Mosciolino, ideata dal grafico Andrea Goroni, simile ad un folletto marino. Le caratteristiche e la storia di questa maschera sono narrate nel paragrafo "mwce4La storia di Mosciolino".
Fiera di maggio
La fiera Fiera di maggio si tiene in città fin dal XIV secolo, dal 1º al 4 maggio, in onore del santo patrono mwcfiSan Ciriacocite-ref-tuttitalia-1963-121-0[118]. Nell'occasione, i fedeli salgono al mwcfcDuomo per onorare il corpo del martire paleocristiano, esposto nella cripta solo nel mese di maggio. Centinaia di bancarelle invadono per l'occasione le strade del centro. Dagli anni cinquanta, un luna park staziona in città durante la settimana della fiera. mwcfgPiazza del Papa e le vie che conducono al Duomo erano la sede storica della fiera, rappresentata nel noto film di mwcfkVisconti mwcfomwcfsOssessione. La fiera è una delle più grandi del centro Italia per numero di bancarelle richiama visitatori da tutta la provinciacite-ref-122[119].
La salita al Monte
Un'antica tradizione (almeno vecchia di due secoli) vuole che in primavera gruppi di giovani partano quando ancora è notte per salire al mwcgmMonte d'Ancona (il Conero) a vedere l'alba sul mare, con la vista che spesso si allarga ai monti della opposta sponda dalmatacite-ref-123[120]. Dal dopoguerra in poi l'uso è cambiato, ma ancora centinaia di persone si recano al Monte in primavera o in estate, ma in macchina e non solo all'albacite-ref-124[121].
Festa della Madonna del mare, Festival del Dialetto, Festa del Covo
Si tratta di tradizioni tipiche delle frazioni del Poggio, di Varano e di Candia.
Geografia antropica
Urbanistica
Ancona è una tipica città policentrica, dato che sono quattro le piazze centrali: mwchqPiazza del Papa, il cuore dei rioni più antichi; mwchuPiazza del Teatro, punto di unione tra il centro e il porto; mwchyPiazza Roma, il centro della zona dei mercati all'aperto e al coperto; mwchcPiazza Cavour, la più vasta e alberata, centro dei rioni ottocenteschi. Le ultime tre piazze sono unite da un tridente di corsi paralleli: corso Mazzini (corso vecchio), corso Garibaldi (corso nuovo) e corso Stamira; sono i corsi principali e la zona commerciale tra essi compresa è nota con il nome di "Spina dei corsi".
Se quattro sono le piazze centrali e tre sono i corsi principali, uno solo è il vertice di questa città circondata per due lati dal mare: la sommità del colle Guasco, sul quale sorge il mwch0Duomo, punto di riferimento nei panorami e primo segno inconfondibile della città per chi proviene dal nord o dal mare.
Anche la mwch8Cittadella caratterizza i panorami della città, essendo posta sulla cima del Colle Astagno, affacciato sul porto. Dagli anni cinquanta è immersa in un bosco di pini piantato in occasione di una festa dell'albero per scongiurare le frane che interessavano il versante e dotare la città di una zona di fresca ombra.
Caratteristica è la presenza di un asse stradale che attraversa tutto il promontorio da ovest ad est, detto "da mare a mare": dalle banchine del porto al belvedere sulle rupi del mwciePassetto.
Dato che la città si adagia su numerose colline e si affaccia sulla costa alta, altra caratteristica è la frequenza con la quale si incontrano salite, scalinate, punti panoramici e sentieri impervi che scendono al mare.
Area urbana e area metropolitana
A nord, la conurbazione di Ancona si estende fino a mwciuFalconara Marittima, con la quale c'è una continuità di insediamento lungo la via Flaminia. L'area urbana di Ancona supera i mwciy200 000 abitanti e comprende i comuni confinanti che sotto molti punti di vista orbitano intorno ad essacite-ref-125[122]
L'mwciwarea metropolitana di Ancona, definita in base al pendolarismo diretto verso la città, alla densità di popolazione e al continuum edilizio, ha una popolazione di mwci0283 926 abitanti; comprende 16 comuni, ha un'area di mwci4593 km² ed una densità di 460 abitanti al km²cite-ref-126[123].
Suddivisioni amministrative
I quartieri e i rioni di Ancona sono ventisette, mentre le mwcjsfrazioni sono dodici. Dal 2017, i rioni, i quartieri e le frazioni della città sono raggruppati in nove "Consigli di partecipazione".
Economia
Come il resto della regione, Ancona è caratterizzata da un tessuto industriale costituito da numerose piccole aziende; la specificità economica della città è la presenza di un porto internazionale e di diversi cantieri navali, tra cui spicca la mwcj4sede di Ancona della Fincantieri; nel loro complesso, i lavoratori portuali sono circa 6.000, di cui più di 4.000 addetti alla costruzione di navi, più di 1.700 al traffico passeggeri e merci e 750 circa alla pescacite-ref-127[124].
Pesca
Il porto peschereccio di Ancona, accolto nel mwckumandracchio, è uno dei maggiori italiani; i mercati ittici di Ancona sono nel loro insieme al secondo posto nell'Adriaticocite-ref-128[A 4] e al sesto posto in ambito nazionalecite-ref-129[125].
Artigianato
Tradizionale la produzione di mwclastrumenti musicali, tra i quali la mwcleconcertina e i mwclimandolini elettrici.cite-ref-aci-130-0[126] Diffusa è anche la lavorazione del mwclcrame, oltreché quella mwclgorafa e quella della mwclkceramica.
Industria
L'industria dei mwclwcantieri navali, storicamente rilevante in città, ruota intorno al mwcl0Cantiere navale di Ancona di mwcl4Fincantieri e diversi cantieri privati, tra i quali gli stabilimenti mwcl8CRN, che fanno di Ancona un centro importante della cantieristica italiana. Molto importanti sono le industrie metalmeccaniche, chimiche, farmaceutiche; ad Ancona nacque il mwcmaGruppo Angelini farmaceutici, il quale è presente con uno stabilimento di produzione in zona Baraccola.
Servizi e commercio
Il commercio è l'attività principale della città, per la grande rilevanza che ha il mwcmmporto, tra i primi porti italiani per traffico internazionale, con oltre un milione di passeggeri annuicite-ref-131[127], e uno dei primi dell'Adriatico per le merci, con il transito di circa 200.000 TIR ogni anno. Dal 2005 Ancona è il porto d'imbarco per le crociere.
Dato il ruolo di capoluogo regionale, in città sono moltissimi i cittadini impiegati nei servizi, in particolar modo quelli pubblici, mentre il settore del commercio è particolarmente attivo nella zona dei tre corsi principali, storico centro commerciale della città, sia nelle periferie, dove negli ultimi anni, sono sorti numerosi centri commerciali di grandi dimensioni.
Il quartiere fieristico di Ancona è stato dismesso. Sin dal 1933 vi si teneva la "Fiera Adriatica della Pesca" che diventò presto "mwcmoFiera Internazionale della Pesca". Durante la mwcmsseconda guerra mondiale fu interamente distrutto. Ricostruito in breve tempo, venne inaugurato nel 1948 alla presenza del Presidente della Repubblica mwcmwLuigi Einaudi; la fiera assunse di nuovo carattere internazionale nel 1955. Negli anni 1980 il quartiere fieristico fu rinnovato e, con mwcm012000 m² di superficie espositiva divisi in due padiglioni ed un centro congressi, iniziò ad ospitare esposizioni di molteplici settori: circa 30 manifestazioni e 250 convegni annui. Dopo più di settant'anni di vita, la Fiera della Pesca non viene più allestita dal 2012.
Turismo
Infrastrutture e trasporti
Strade
Ancona è collegata a mwcnuPadova e mwcnyBari dalla mwcncstrada statale 16 Adriatica, mentre l'mwcngAutostrada A14 Adriatica (caselli di Ancona Nord e Ancona Sud) fornisce un collegamento rapido stradale fino a mwcnkBologna e a mwcnoTaranto. Il collegamento con l'Umbria e con mwcnsRoma è assicurato da una superstrada: la mwcnwstrada statale 76 della Val d'Esino. Una strada di attraversamento della città, chiamata mwcn0bretella o mwcn4Asse Nord-Sud, in parte sopraelevata, collega il centro cittadino con i rioni periferici e il casello autostradale Ancona sud. Il porto è servito dalla mwcn8SS 681.
Ferrovie
Dalla mwcoistazione di Ancona Centrale partono treni che percorrono tre diverse linee: la mwcomBologna-Ancona, l'mwcoqAdriatica e la mwcouRoma-Ancona; è servita da collegamenti operati da mwcoyTrenitalia, sia a lunga percorrenza, sia regionali, nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la mwcocRegione Marche.
La città è inoltre servita dalla mwcokstazione di Varano e dalle fermate mwcooAncona Torrette, mwcosAncona Stadio e mwcowPalombina, dedicate anch'esse al servizio regionale.
La mwco4stazione di Ancona Marittima, situata nel centro storico, era stata per questo destinata dal Piano Provinciale dei Trasporti (approvato nel 1998) a costituire il capolinea della mwco8metropolitana di superficie del capoluogo marchigiano. Per realizzare il progetto furono aperte le stazioni di mwcpaAncona-Torrette, mwcpeAncona Stadio, mwcpiCamerano-Aspio e mwcpmFalconara Stadiocite-ref-132[128]; sarebbe stata utilizzata anche la mwcpgStazione Aeroporto delle Marche, che avrebbe collegato il centro cittadino allo scalo aereo. Dopo un denso dibattito politico e proteste di piazza, nel 2015 l'amministrazione decise di chiudere la stazionecite-ref-133[129].
Porto
Il mwcqmporto di Ancona è mwcqqdi rilevanza europeacite-ref-ansa-it-7-1[7] e tra i primi porti italiani per traffico internazionale di veicoli e passeggericite-ref-porto-8-1[8], mentre per le merci è tra i primi dell'mwcq0Adriatico. Per ciò che riguarda la pesca, è al terzo posto in mwcq4Italia per mwcq8TSLcite-ref-134[130].
Aeroporto
L'mwcryAeroporto di Ancona-Falconara, situato a mwcrcFalconara Marittima, offre sia voli di collegamento con hub internazionali (mwcrgMonaco), che diversi voli low-cost (ad esempio per Londra, Catania, Tirana, Düsseldorf, Bruxelles).
Mobilità urbana
Il servizio di trasporto urbano è operato dalla mwcrsConerobus, che gestisce la mwcrwrete filoviaria di Ancona, le autolinee urbane ed extraurbane nonché l'ascensore panoramico del Passetto.
Nel 1994 sono iniziati i lavori per la mwcr4metropolitana di superficie, sistema di integrazione tra autobus treno nell'area urbana di Ancona. Alcune stazioni ferroviarie già esistenti (mwcr8Ancona marittima, mwcsaVarano, mwcsePalombina, mwcsiFalconara Marittima e mwcsmCastelferretti - Aeroporto) sono state affiancate da fermate ferroviarie realizzate appositamente per il progetto: mwcsqAncona Torrette, di mwcsuAncona Stadio, di mwcsyCamerano - Aspio e di mwcscFalconara Stadio, con una spesa di due milioni di euro. Erano previsti punti di smistamento dei bus in corrispondenza delle stazioni e delle fermate ferroviarie. Il progetto è stato poi abbandonato dalle istituzioni: la mwcsgstazione di Ancona Marittima, che sarebbe dovuta essere il capolinea della metropolitana, nel 2015 è stata addirittura soppressa e le stazioni realizzate ex-novo, dopo i treni inaugurali, non sono mai entrate in funzione (tranne quella di Camerano-Aspio)cite-ref-135[131]cite-ref-136[132].
Nel 2024 il sindaco ha dichiarato che, in accordo con mwctiRete Ferroviaria Italiana (RFI) e Regione, la stazione di Ancona marittima sarà riattivata, ritornando al progetto di farne il punto terminale del percorso di una metropolitana di superficie che collegherà l'mwctmaeroporto con la mwctqstazione centrale, il porto e il centro cittadinocite-ref-137[133]. A tal fine, sin dal 2022, Ancona Marittima è inserita nel documento strategico della mobilità ferroviaria del Ministero delle Infrastrutturecite-ref-138[134].
Amministrazione
Consolati
• mwcumAlbania (Via G. Matteotti, 110)
• mwcuuBelgio (Via dell'Industria, 2/F)
• mwcucBulgaria (via F. Rismondo 1)
• mwcukDanimarca (via E. Cialdini 57)
• mwcusEl Salvador (viale della Vittoria 24)
• mwcu0Francia (corso G. Mazzini 107)
• mwcu8Grecia (via L. Einaudi, 4)
• mwcveMessico (piazza Cavour 29)
• mwcvmPaesi Bassi (corso Stamira 49)
• mwcvuPolonia (via Montebello 58)
• mwcvcRepubblica Ceca (via G. Pastore 1)
• mwcvkRepubblica Dominicana (piazza Stamira 10)
• mwcvsRomania (via M. Fanti, 9)
• mwcwmTurchia (via XXIX Settembre 2)
Gemellaggi
Sport
Atletica
La società anconitana di atletica è dal 1908 la S.E.F. Stamura. Campioni olimpici anconitani sono mwcyuGianmarco Tamberi, medaglia d'oro nel salto in alto, e mwcyyGastone Pierini, medaglia di bronzo nel sollevamento pesi.
Arti marziali
Il taekwondo è presente nella città di Ancona già dalla metà degli anni settanta. Le società sono: dal 1986 il Taekwondo Club Ancona, dal 1996 l'Accademia Dorica e dal 2009 il Taekwondo Olympic Ancona. Tutte e tre le società sono affiliate alla FITA.
La società sportiva S.E.F. Stamura ha una sezione di judo ed una di aikido.
Calcio
La mwcy4Società Sportiva Calcio Ancona è l'erede della mwcy8tradizione sportiva iniziata nel 1905 con l'istituzione dellmwcza'mwczeUnione Sportiva Anconitana; vanta due presenze in mwcziSerie A, una nel campionato misto di Serie A-B, ventisette presenze in mwczmSerie B e ventisette in mwczqserie C. Ha disputato una finale di mwczuCoppa Italia (mwczyedizione 1993-1994)cite-ref-142[137].Attualmente la Squadra milita in Serie D il quarto campionato italiano di calcio
Squadre che rappresentano vari quartieri o frazioni doriche sono Colle 2006, Ankon Dorica, Nuova Folgore, Pietralacroce, Ponterosso, Portuali Ancona, Candia Baraccola, Dorica Torrette, Juvenilia, Nuova Aquila e Varano. Hanno tutte disputato campionati dilettantistici regionali.
Calcio a 5
La squadra principale è il Cus Ancona, che partecipa al campionato di serie B. Numerose sono anche le squadre di Serie C1 (Pietralacroce), C2 (Mantovani, Verbena e Aspio 2005) e D (Ankon, Futsal Ancona, Circolo Collodi e Nuova Folgore).
Canottaggio
Il Gruppo Sportivo "Armando Maggi" del mwcaiCorpo Nazionale dei Vigili del Fuoco negli anni novanta ha assunto notorietà grazie alle imprese di mwcamAlessandro Corona, tra le quali spiccano la conquista di cinque titoli mondiali e la partecipazione consecutiva a quattro edizioni olimpichecite-ref-cerchi-143-0[138].
Ciclismo
Ancona è stata per nove volte sede di arrivo di tappa del mwcasGiro d'Italia, la prima nel 1911, l'ultima nel 1999, quando ospitò una cronometro individuale con partenza e arrivo ad Ancona. La città fu inoltre sede di partenza di una tappa nel 1961.
• mwcc41999 - 9ª tappa Ancona mwcc8(cron. individuale) vinta da mwcdaLaurent Jalabert
Football americano
Nel mwcdqfootball americano sono attivi i mwcduDolphins Ancona, che partecipano all'mwcdyItalian Football League.
Lotta greco-romana
La mwcdolotta greco-romana si pratica ad Ancona dagli inizi del XX secolo. Attualmente è attiva l'A.S.D. Pro Patria.
Nuoto
La società cittadina è la Vela Nuoto Ancona, nata nel 1902. Ha avuto diversi atleti nelle squadre nazionali, per un totale di sette presenze a campionati mondiali e sei ai campionati europei, oltre a incontri internazionali giovanili e assoluti. È scuola di nuoto federale per l'avviamento al nuoto, pallanuoto e nuoto sincronizzato. L'anconitano Sauro Nicolini è campione paralimpico (una medaglia d'argento, due di bronzo) cite-ref-cerchi-143-1[138]. Svolge attività di nuoto agonistico, nuoto sincronizzato, pallanuoto e nuoto master. È la più antica società sportiva del capoluogo.
Pallacanestro
La squadra maschile della città, la mwceyStamura Basket Ancona, ha disputato il campionato di mwcecSerie A nella stagione mwceg1950-1951 ed attualmente milita in mwcekSerie B. La squadra femminile, l'mwceoAncona Basket, milita in mwcesSerie B. Hanno giocato le proprie partite interne al mwcewPalaRossini la mwce0Sutor Basket Montegranaro e l'mwce4Unione Sportiva Basket Recanati, rispettivamente per il campionato di mwce8Serie A (dal 2011 al 2013) e per quello di mwcfaSerie A2 (2016-2017). I cestisti anconitani mwcfeAchille Polonara e mwcfiAlessandro Pajola sono atleti olimpici cresciuti nelle file della Stamuracite-ref-144[139].
Pallamano
La principale società della città è la mwcfoDorica Pallamano Ancona, che partecipa al campionato di serie A di élite.
Pallanuoto
La società cittadina è la Vela Nuoto Ancona, nata nel 1902. La squadra maschile è ormai in pianta stabile in serie A2. La squadra femminile è stata promossa in serie A1 nella stagione 2018-19 e nella stagione 2023-24.
Pallavolo
Nella pallavolo femminile la squadra principale è la mwcgeConero e Ponterosso Volley Club Ancona che partecipa al campionato di B1. L'anconitano mwcgiSamuele Papi ha giocato in mwcgmNazionale, con cui ha vinto due campionati mondiali, ed è campione olimpico (due medaglie d'argento, una di bronzo)cite-ref-145[140].
Ancona ha ospitato partite del mwcgkcampionato mondiale maschile di pallavolo per due tornei: nel mwcgo1978 e nel mwcgs2010cite-ref-146[141].
Pugilato
Storicamente una delle attività sportive più amate in città. L'associazione sportiva di riferimento è l'Unione Pugilistica Anconetana "Umberto Pittori" (UPA), che prende il nome dal pugile, triestino di nascita ed anconitano d'adozione, che ha vinto tre campionati italiani (1935, 1936 e 1938) e partecipato alle mwchmOlimpiadi del 1936 per la categoria dei pesi Weltercite-ref-cerchi-143-2[138].
Rugby
Nel Rugby, il CUS Ancona Rugby partecipa al campionato di C. Nel novembre 2020 lo mwchsStadio del Conero ha ospitato la prima partita ufficiale della mwchwnazionale italiana, contro le mwch0Isole Figi.cite-ref-147[142]
Scherma
La società cittadina è il Club Scherma Ancona.
Tennis
La società di riferimento è l'A.S.D. Tennis Club Ancona.
Vela
Nel porto turistico di Marina Dorica, fanno base diversi circoli velici; tra questi il sodalizio ultracentenario della S.E.F. Stamura, l'Ancona Yacht Club e la sezione locale della Lega Navale. Atleti e imbarcazioni di questi circoli partecipano a regate di ogni livello, compresi i campionati del mondo. Le manifestazioni più importanti sono la Regata del Conero (per la vela d'altura, nella seconda domenica di settembre) e il trofeo dell'Ammiragliato (per le derive).
Impianti sportivi
• mwci4Stadio Del Conero, dal 1992 il principale della città
• mwcjaStadio Dorico, dal 1931 al 1992 il principale della città
• Palazzo dello sport "mwcjiPalaRossini", il principale della città, dedicato al campione olimpico anconitano mwcjmLiano Rossini, una medaglia d'oro e una d'argento nel tiro a volo.
• Palazzo dello sport per l'atletica "mwcjuPalaindoor di Ancona"
• Pista di atletica leggera "Italico Conti"
• Campo di rugby delle Palombare
• Diamante comunale "Conero" di Montedago
• Centri Tennis
• "Riviera del Conero" di Pietralacroce
• "Dorico" allo Stadio Dorico
• di Ponterosso
• della Montagnola
• UISP a Varano
• Altri palazzi dello sport
• "PalaVeneto", sino al 1992 il principale della città
• "PalaSabbatini" (mwckqPanettone)
• "PalaMassimo Galeazzi"
• di Collemarino
• Palascherma comunale di Monte Pelago
• Palajudo comunale di Ponterosso
• Piscine comunali
• del Passetto
• di Vallemiano
• di Ponterosso
• "Domenico Savio"
Note
Annotazioni
cite-note-52A 1. ↑ È nota anche con i nomi di Villa Almagià, Giardino dei Frati e di Villa Gusso
cite-note-57A 2. ↑ Istituita ai sensi della L.R.52/74
cite-note-66A 3. ↑ Il primo presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche fu l'anconitano mwcl0Vito Volterra
cite-note-128A 4. ↑ Dopo Chioggia
cite-note-140A 5. ↑ Siglato il 15 luglio 1970 al Palazzo degli Anziani di Ancona dai due sindaci Alfredo Trifogli e Milicic.
Fonti
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Voci correlate
• Categoria:Storia di Ancona
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